FED pronta al taglio dei tassi di interesse: ottobre quasi certo, dicembre resta un’incognita

Tutto pronto per il nuovo appuntamento con i tassi di interesse USA. Tra oggi e domani mercoledì 29 ottobre si terrà la riunione del Comitato di politica monetaria (FOMC) della Federal Reserve, durante la quale verrà valutata la possibilità di un taglio dei tassi a ottobre e (forse) a dicembre.

FED, quasi certo il taglio dei tassi di interesse

Tra non molto si saprà tutto sulla prossima mossa della FED in merito ai tassi di interesse, attualmente tra il 4% e il 4,25%. Anche se per gran parte degli analisti l’esito della riunione appare già scontato: un nuovo taglio di 25 punti base, pari a quello deciso dalla banca centrale americana il mese scorso, che porterebbe i tassi in un intervallo compreso tra 3,75% e 4%.

Lo confermano i dati più recenti, che indicano una probabilità del 97% di un nuovo taglio dei tassi entro la fine del mese.

Anche la stessa FED nei verbali della riunione del 16-17 settembre rimarcava questo sentiment positivo. In un sondaggio Desk inviato ai primary dealer dei mercati finanziari, la Banca Centrale ha segnalato che “quasi tutti gli intervistati si aspettavano un taglio di 25 punti base dell’intervallo obiettivo per il tasso sui fondi federali in questa riunione, e circa la metà si aspettava un ulteriore taglio alla riunione di ottobre“.

Se quindi per il taglio di questo mese è ormai “cosa fatta”, non si può però dire lo stesso per quello prossimo, a dicembre.

Incognita sul taglio dei tassi di dicembre: per la FED il problema sono i dati

Sempre dai verbali di settembre è emersa l’intenzione da parte dei funzionari FED di valutare con attenzione i rischi sia sull’inflazione sia sull’occupazione per le loro prossime mosse. In pratica si conferma la via della prudenza voluta fortemente dal presidente della Banca Centrale, Jerome Powell, e sostenuta da buona parte dei membri del Comitato: prendere decisioni secondo un approccio guidato dai dati.

Il problema è che, negli ultimi tempi, questi dati risultano sempre più difficili da reperire, come accaduto per le statistiche sull’occupazione. E a momenti per l’inflazione: per fortuna, il report è stato pubblicato il 24 ottobre, con un ritardo di nove giorni rispetto alla data ufficiale del 15 ottobre.

Ma anche se i dati sull’indice dei prezzi al consumo di settembre sembrano sufficienti a giustificare il taglio di ottobre, lo stesso non vale per quelli a dicembre. La Casa Bianca ha infatti annunciato che probabilmente il prossimo mese non verranno pubblicati nuovi dati sui prezzi al consumo. Come procedere allora a un nuovo taglio?

In arrivo dalla FED lo stop al Quantitative Tightening 

Sempre durante la riunione è previsto l’annuncio della conclusione del Quantitative Tightening, il processo di riduzione del bilancio della Federal Reserve, iniziato nel 2022 e pari a 7.000 miliardi di dollari. Già a settembre, il presidente Jerome Powell aveva anticipato l’imminente stop, con l’obiettivo di mantenere un livello di riserve bancarie “abbondante” senza creare turbolenze sui mercati e drenando comunque liquidità in maniera controllata.

Si tratta di un vero punto di svolta per i mercati obbligazionari. L’interruzione del ritiro di liquidità, combinata con il taglio dei tassi, agirebbe come un doppio catalizzatore, rafforzando la prospettiva di un recupero dei titoli a lunga scadenza, in particolare i Treasury.

Questo scenario potrebbe favorire soprattutto i bond a lunga duration, come quelli a 30 anni: in un contesto di inversione della politica monetaria, un titolo del genere potrebbe registrare un rialzo a doppia cifra nel caso di un’ulteriore discesa dei rendimenti.

Tagli e QT FED, cosa cambia per i possessori di certificate

Abbiamo davanti un contesto decisamente favorevole per i possessori di certificate collegati ai tassi di interesse o ai titoli obbligazionari. Tra taglio dei tassi combinato e fine del Quantitative Tightening, i bond a lunga scadenza godranno di una migliore performance, e così i certificate che li replicano.

Tuttavia, la situazione resta complessa e richiede prudenza, anche perché non si sa ancora nulla sui tagli a dicembre, se ci saranno o meno. Come già detto sopra, servono dati per poter confermare o meno la nuova sforbiciata, e senza nuove informazioni nel prossimo mese sull’inflazione e sui livelli occupazionali, difficilmente la FED potrà agire a favore di nuovi tagli ai tassi di interesse.

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