Tutto pronto per il nuovo appuntamento con i tassi di interesse USA. Tra oggi e domani mercoledì 29 ottobre si terrà la riunione del Comitato di politica monetaria (FOMC) della Federal Reserve, durante la quale verrà valutata la possibilità di un taglio dei tassi a ottobre e (forse) a dicembre.
FED, quasi certo il taglio dei tassi di interesse
Tra non molto si saprà tutto sulla prossima mossa della FED in merito ai tassi di interesse, attualmente tra il 4% e il 4,25%. Anche se per gran parte degli analisti l’esito della riunione appare già scontato: un nuovo taglio di 25 punti base, pari a quello deciso dalla banca centrale americana il mese scorso, che porterebbe i tassi in un intervallo compreso tra 3,75% e 4%.
Se quindi per il taglio di questo mese è ormai “cosa fatta”, non si può però dire lo stesso per quello prossimo, a dicembre.
Incognita sul taglio dei tassi di dicembre: per la FED il problema sono i dati
Sempre dai verbali di settembre è emersa l’intenzione da parte dei funzionari FED di valutare con attenzione i rischi sia sull’inflazione sia sull’occupazione per le loro prossime mosse. In pratica si conferma la via della prudenza voluta fortemente dal presidente della Banca Centrale, Jerome Powell, e sostenuta da buona parte dei membri del Comitato: prendere decisioni secondo un approccio guidato dai dati.
Il problema è che, negli ultimi tempi, questi dati risultano sempre più difficili da reperire, come accaduto per le statistiche sull’occupazione. E a momenti per l’inflazione: per fortuna, il report è stato pubblicato il 24 ottobre, con un ritardo di nove giorni rispetto alla data ufficiale del 15 ottobre.
Ma anche se i dati sull’indice dei prezzi al consumo di settembre sembrano sufficienti a giustificare il taglio di ottobre, lo stesso non vale per quelli a dicembre. La Casa Bianca ha infatti annunciato che probabilmente il prossimo mese non verranno pubblicati nuovi dati sui prezzi al consumo. Come procedere allora a un nuovo taglio?
In arrivo dalla FED lo stop al Quantitative Tightening
Sempre durante la riunione è previsto l’annuncio della conclusione del Quantitative Tightening, il processo di riduzione del bilancio della Federal Reserve, iniziato nel 2022 e pari a 7.000 miliardi di dollari. Già a settembre, il presidente Jerome Powell aveva anticipato l’imminente stop, con l’obiettivo di mantenere un livello di riserve bancarie “abbondante” senza creare turbolenze sui mercati e drenando comunque liquidità in maniera controllata.
Si tratta di un vero punto di svolta per i mercati obbligazionari. L’interruzione del ritiro di liquidità, combinata con il taglio dei tassi, agirebbe come un doppio catalizzatore, rafforzando la prospettiva di un recupero dei titoli a lunga scadenza, in particolare i Treasury.
Questo scenario potrebbe favorire soprattutto i bond a lunga duration, come quelli a 30 anni: in un contesto di inversione della politica monetaria, un titolo del genere potrebbe registrare un rialzo a doppia cifra nel caso di un’ulteriore discesa dei rendimenti.
Tagli e QT FED, cosa cambia per i possessori di certificate
Abbiamo davanti un contesto decisamente favorevole per i possessori di certificate collegati ai tassi di interesse o ai titoli obbligazionari. Tra taglio dei tassi combinato e fine del Quantitative Tightening, i bond a lunga scadenza godranno di una migliore performance, e così i certificate che li replicano.
Tuttavia, la situazione resta complessa e richiede prudenza, anche perché non si sa ancora nulla sui tagli a dicembre, se ci saranno o meno. Come già detto sopra, servono dati per poter confermare o meno la nuova sforbiciata, e senza nuove informazioni nel prossimo mese sull’inflazione e sui livelli occupazionali, difficilmente la FED potrà agire a favore di nuovi tagli ai tassi di interesse.
