La posta di IS, domande dai lettori, terza edizione.

Abbiamo ricevuto, tra le altre, questa domanda.

“Gentile Redazione, buona domenica. Continuo a non capire il funzionamento dei certificati a premi garantiti. È corretto dire che la mia eventuale massima perdita sarà pari all’andamento del titolo che sarà andato peggio alla scadenza del certificato meno tutte le cedole cumulate che ho ricevuto?”Alessandro P.

Ciao Alessandro, ho accorciato la tua domanda per ragioni editoriali, ma ci tengo a dirti che nessuna domanda viene mai ritenuta troppo banale da noi. Il tuo ragionamento è corretto, esistono una serie di prodotti, tipo il DE000VJ2TP26  che prevedono premi fissi per tutta la durata del certificato. Non esistono barriere ai premi che vengono sempre e comunque pagati mensilmente, a meno di richiamo da parte dell’emittente. Per farti meglio comprendere mi dilungo anche su questa particolarità dell’opzione di richiamo, c.d. callability. Le modalità di questa opzione sono estremamente semplici. Autocallable, vuol dire che a partire da una determinata data, al verificarsi di una determinata condizione (tipicamente tutti i titoli del basket sono sopra una certa soglia di valore) il certificate viene automaticamente richiamato dall’emittente che ha l’obbligo di effettuare il richiamo e la restituzione del capitale. Softcallable, vuol dire che, ad una certa data, al verificarsi di una determinata condizione, l’emittente ha la facoltà ma non l’obbligo di adempiere. Terzo caso, in cui non esiste la possibilità di richiamo da parte dell’emittente, quindi il certificate arriverà sicuramente alla scadenza naturale.
Quindi, la tua domanda non era per niente banale, caro Alessandro P., e francamente anche io capisco un po’ il tuo stupore del perchè queste tipologie di prodotti non siano le più scambiate del mercato.

S.P.

 

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