Il programma di emissioni di Titoli di Stato per il 2026 entra nella sua seconda metà con numeri già rilevanti e una nuova serie di collocamenti pronti ad arrivare sul mercato nei prossimi mesi. Dopo i risultati ottenuti nei primi cinque mesi dell’anno e il successo registrato dal recente BTP Italia Sì, il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha aggiornato il calendario delle emissioni, delineando le esigenze di finanziamento previste per il secondo semestre.
MEF: emissioni BTP e titoli di Stato a 1,71,5 euro a maggio 2026
Secondo i dati diffusi dal MEF nell’aggiornamento del programma di emissione relativo al terzo trimestre, da gennaio a maggio 2026 sono stati collocati titoli di Stato a medio-lungo termine per un valore nominale complessivo di circa 171,5 miliardi di euro.
Alla fine di maggio, il livello di avanzamento del programma annuale di emissioni si attestava intorno al 48% (al 61% considerando anche le operazioni effettuate e già annunciate entro la fine di giugno).
Le disponibilità di cassa attuali, unite alle emissioni di giugno già realizzate o programmate entro il 30 giugno per circa 50 miliardi di euro, consentono al Tesoro di stimare per il secondo semestre emissioni lorde comprese tra 130 e 145 miliardi di euro. Tenendo conto delle scadenze previste, l’ammontare delle emissioni nette dovrebbe collocarsi in una forbice tra 10 e 25 miliardi di euro.
I nuovi BTP in arrivo tra luglio e settembre
Per il terzo trimestre dell’anno il Tesoro ha programmato l’emissione di quattro nuovi titoli di Stato per un ammontare minimo complessivo di 39 miliardi di euro.
Una quota di almeno 9 miliardi arriverà da un nuovo BTP Short Term con scadenza nel 2028. A questo si aggiungeranno tre ulteriori collocamenti, ciascuno per un importo minimo di 10 miliardi di euro: un BTP quinquennale con scadenza 2032, un BTP settennale con scadenza 2033 e un BTP decennale con scadenza 2036.
Accanto alle nuove emissioni, il MEF ha annunciato anche la riapertura di quattro titoli già esistenti: un BTP con scadenza 15 settembre 2029 e cedola del 3,00%; un BTP con scadenza 1° giugno 2031 e cedola del 3,15%; un BTP con scadenza 15 giugno 2033 e cedola del 3,30% e infine un BTP con scadenza 1° luglio 2036 e cedola del 3,80%.
Il successo del BTP Italia Sì: 8,84 miliardi di euro in cinque giorni
L’aggiornamento del programma di emissioni arriva a pochi giorni dalla conclusione del collocamento del BTP Italia Sì, il nuovo titolo di Stato destinato agli investitori retail e progettato per offrire una protezione del capitale contro l’inflazione, con tasso minimo garantito dell’1,60% come confermato dal MEF stesso.
Svoltasi dal 15 al 19 giugno, l’operazione ha registrato una partecipazione particolarmente elevata sin dalle prime ore di apertura. Nel solo primo giorno gli ordini hanno superato i 3,17 miliardi di euro, per poi scendere a 2,18 miliardi di euro nel secondo giorno, 1,54 miliardi nel terzo e circa 1,19 miliardi nel quarto. Nell’ultima mezza giornata disponibile per la sottoscrizione sono arrivati ulteriori ordini per circa 744 milioni di euro.
Il bilancio finale del collocamento è dunque di 8,84 miliardi di euro distribuiti attraverso 281.140 contratti sottoscritti, con importo medio investito intorno ai 31.450 euro, un dato che conferma il forte coinvolgimento delle famiglie italiane e dei piccoli risparmiatori.
E anche il successo in confronto agli altri BTP Italia: l’ultimo emesso a maggio 2025 aveva raggiunto una raccolta complessiva di 6,5 miliardi di euro. Limitando il confronto alla sola componente retail (i BTP Italia tradizionali prevedono anche una fase dedicata agli investitori istituzionali), il nuovo titolo supera nettamente la media delle ultime quindici emissioni del BTP Italia, pari a circa 5,7 miliardi di euro.
BTP in emissione: cosa cambia per i possessori di certificati e quali valutazioni fare
Arrivano dunque nuove opportunità per investitori e possessori di certificati con i prossimi BTP all’orizzonte, e con il proseguo dell’attività di raccolta del MEF.
In particolare, per chi possiede certificati a capitale condizionatamente protetto o prodotti con esposizione azionaria, la maggiore offerta di titoli di Stato potrebbe rappresentare un’opportunità per confrontare il rapporto tra rischio e rendimento delle diverse soluzioni presenti in portafoglio.
Ma attenzione: sebbene i BTP offrono infatti flussi cedolari definiti e, in caso di mantenimento fino alla scadenza, il rimborso del capitale secondo le condizioni previste dal titolo, sono comunque soggetti alle oscillazioni di prezzo sul mercato secondario: chi decide di vendere prima della scadenza potrebbe non recuperare integralmente il capitale investito.
Al contrario, i certificati di investimento garantiscono maggiore flessibilità e la possibilità di accedere a rendimenti potenzialmente superiori, grazie a meccanismi condizionati e barriere protettive.
