Ottimi risultati per Saipem al primo semestre 2026. Il colosso ingegneristico, da sempre protagonista nella realizzazione di grandi infrastrutture per il settore energetico, ha archiviato la prima metà dell’anno registrando una solida crescita del fatturato e un incremento dell’EBITDA adjusted vicino alla doppia cifra.
Sarebbero stati perfetti se a questi risultati non si fosse affiancata una revisione al ribasso della guidance per l’intero esercizio, condizionata dal peso degli extracosti legati alle tensioni e ai conflitti in Medio Oriente.
Saipem, la tenuta della cassa bilancia il calo dei margini: i dati semestrali e trimestrali 2026
Entrando nel dettaglio dei numeri, Saipem ha registrato nel semestre ricavi per 7.345 milioni di euro, un dato in aumento del 2% rispetto ai 7.211 milioni dello stesso periodo del 2025. L’EBITDA adjusted ha raggiunto gli 836 milioni di euro, pari all’11,4% dei ricavi, segnando un +9,4% rispetto ai 764 milioni dell’anno precedente. Un risultato ottenuto dopo aver assorbito circa 70 milioni di euro di costi straordinari, “sostenuti per fronteggiare le difficoltà logistico-operative in Medio Oriente e garantire la sicurezza del proprio personale“, precisa la società nel comunicato.
A sua volta, l’utile netto adjusted si è attestato a 131 milioni di euro, contro i 140 milioni del primo semestre 2025, mentre il risultato netto reported si è fermato a 96 milioni, risentendo di 35 milioni di oneri non ricorrenti destinati al piano di uscite volontarie concordato con i sindacati a fine 2025.
Per quanto riguarda la cassa, la generazione di free cash flow al netto dei canoni di locazione ha raggiunto i 388 milioni nel singolo trimestre e i 693 milioni nell’arco dei sei mesi. La posizione finanziaria netta pre-IFRS 16 al 30 giugno 2026 risulta positiva per 1.078 milioni di euro, in miglioramento di 79 milioni rispetto al termine del 2025. Quella post-IFRS 16 è invece negativa per 109 milioni, pur mostrando un recupero di 163 milioni, un progresso rilevante se si considera il pagamento dei dividendi avvenuto a maggio per un totale di 330 milioni di euro.
Isolando la performance del solo secondo trimestre, l’utile netto rettificato si è attestato a 53 milioni di euro, in flessione rispetto ai 63 milioni del pari periodo 2025 e al di sotto del consenso degli analisti, che stimavano circa 100,8 milioni. I ricavi trimestrali si sono attestati a 3.817 milioni (+3,4%), l’EBITDA adjusted è sceso del 2,7% a 402 milioni, mentre la raccolta di nuovi ordini si è attestata a circa 4,1 miliardi di euro.
Ombre sulla guidance di Saipem: stime riviste al ribasso
E ora le dolenti note con la guidance 2026, aggiornata “per riflettere l’impatto degli extra costi connessi al conflitto in corso, che impattano l’EBITDA adjusted ma che non incidono sulla generazione di cassa, grazie al miglioramento della cash flow conversion” , oltre al deconsolidamento delle attività di perforazione in acque poco profonde a valle della cessione.
Le stime riviste prevedono ora ricavi attorno ai 15,5 miliardi di euro, un EBITDA adjusted ridotto a circa 1,75 miliardi dai precedenti 1,9 miliardi, un flusso di cassa operativo netto di circa 1,0 miliardo, investimenti per 450 milioni e un free cash flow di circa 600 milioni.
Il management ha comunque tenuto a sottolineare che l’andamento dei primi sette mesi e le trattative commerciali in corso lasciano presagire “una raccolta ordini 2026 superiore a quella del 2025“.
Saipem soffre in Borsa, ma gli analisti sono ottimisti
La revisione al ribasso delle stime ha inevitabilmente condizionato il corso del titolo a Piazza Affari. In attesa del confronto con gli analisti nella conference call di presentazione, alla pubblicazione del semestrale/trimestrale 2026 l’azione ha accusato un calo prossimo al 6%, scendendo verso quota 4,068 euro dopo un minimo intraday toccato a 3,948 euro.
L’atteggiamento dei broker resta comunque nel complesso cauto ma costruttivo. Equita Sim ha confermato il giudizio hold con un target price fissato a 4 euro, evidenziando il valore dei recenti contratti siglati con Eni in Italia e Costa d’Avorio per un ammontare di 800 milioni di euro. Gli analisti rimarcano come la dinamica commerciale rimanga vigorosa, dal momento che queste ultime intese coprono da sole il 6% dell’order intake stimato per l’intero anno e portano la raccolta da inizio 2026 a circa 8 miliardi di euro, ovvero oltre il 63% dell’obiettivo annuale.
Guardando invece al bilancio e alla guidance, gli analisti di Banca Akros rimangono ottimisti, confermando la raccomandazione buy e il prezzo obiettivo a 4,8 euro. Secondo l’istituto, a fronte di una limatura negativa sull’EBITDA chiaramente sgradita dal mercato, la tenuta dei flussi di cassa e il ritmo di acquisizione delle commesse costituiscono elementi di rassicurazione fondamentali. A prescindere, “la conference call odierna sarà fondamentale per valutare la sostenibilità dei margini e le prospettive per il secondo semestre”.
Saipem tra conti 2026 e guidance: consigli per i possessori di certificati
Nonostante i dati non perfetti di questo semestrale/trimestrale 2026, niente allarmismi per investitori e possessori di certificati di investimento con Saipem come sottostante.
Il calo del titolo nell’immediato e il ritocco della guidance possono creare una certa volatilità di breve termine, ma la struttura fondamentale dell’azienda resta sana, supportata da una cassa solida e da un portafoglio ordini capiente.
Chi detiene certificati (in particolare quelli a capitale condizionatamente protetto, con barriere disposte a livelli prudenziali e distanti dai prezzi attuali) non deve dunque farsi prendere dalla frenesia di vendere: finché la struttura del prodotto rispetta i margini di protezione, conviene attendere la stabilizzazione del corso azionario.
Se invece si possiedono strutture prossime alla barriera o vicine alla scadenza, è opportuno verificare se l’andamento della volatilità non stia deprezzando eccessivamente il prezzo del certificato; in quel caso si può valutare uno switch strategico verso prodotti con barriere più profonde o con effetto memoria, così da mettere al sicuro il capitale in vista delle prossime scadenze.

