UK, sterlina e Gilt reggono alla fine del governo Starmer (ma rimangono sotto osservazione)

Nonostante la fine del governo Starmer nel Regno Unito e l’apertura di una nuova fase politica a Westminster, i mercati hanno reagito con sorprendente calma, addirittura sterlina e Gilt hanno mostrato una buona tenuta complessiva. Il problema sarà però nei prossimi tempi, quando verrà deciso il prossimo Esecutivo UK e anche l’orientamento fiscale da seguire in futuro, il che potrebbe comportare delle ripercussioni non minime sugli asset britannici.

Sterlina e Gilt reggono alla crisi politica UK: mercati freddi sulla fine di Starmer

Come già giorni prima si ipotizzava, alla fine ieri lunedì 22 giugno Keir Starmer ha annunciato le sue dimissioni da primo ministro, a soli due anni dalla vittoria elettorale che aveva riportato il Partito Laburista al governo con una larga maggioranza.

Con la sua uscita di scena, il Regno Unito si ritrova con il quinto primo ministro dimesso dal 2022, un dato che stride con la tradizionale immagine di stabilità del sistema politico britannico.

Nonostante la portata dell’evento, la reazione dei mercati è stata contenuta, in particolare quella di sterlina e Gilt. La valuta britannica ha perso lo 0,27%, scendendo a 1,3202 dollari, una variazione considerata limitata nel contesto dell’evento politico. Sul fronte euro, il cambio è rimasto sostanzialmente stabile a 0,867 sterline.

Anche il mercato obbligazionario ha mostrato movimenti minimi: il Gilt decennale ha registrato un rialzo di un solo punto base, con il rendimento al 4,85%, livello sostanzialmente invariato rispetto alla vigilia dell’annuncio.

Ma comunque in aumento rispetto agli ultimi mesi: dall’avvio del conflitto in Iran, il decennale ha registrato un incremento di 85 punti base, superiore rispetto ai principali benchmark internazionali: +44 punti base per il Bund tedesco, +47 per il Treasury statunitense e +58 per il Btp italiano.

Gilt e sterlina sotto osservazione a causa del futuro dell’impostazione fiscale

La reazione di sterlina e Gilt non è così sorprendente: l’ipotesi di un cambio alla guida del governo era infatti già stata ampiamente anticipata dagli investitori, che avevano in parte prezzato la transizione politica. La lettura complessiva è quella di un mercato che ha assorbito l’evento senza shock immediati.

Almeno nel breve periodo. Ora gli occhi sono sulla successione interna al Partito Laburista. In corsa per la leadership ci sono Burnham, Miliband e Streeting, figure che potrebbero imprimere direzioni anche molto diverse alla politica economica del Paese.

Secondo il global Credit team di Algebris Investments, il punto non riguarda solo il cambio ai vertici politici, ma soprattutto la futura impostazione fiscale del governo.

Il tema centrale sarà infatti capire se il nuovo leader manterrà continuità con l’attuale linea, confermando l’attuale cancelliere dello Scacchiere Rachel Reeves e l’impianto di regole fiscali esistente. Per la cronaca, lo scorso novembre, Reeves aveva adottato una linea di rigore fiscale, chiedendo sacrifici ai lavoratori per ridurre il deficit pubblico UK.

Oppure se opterà per una politica più espansiva, con potenziali effetti destabilizzanti sui mercati. Resta infatti elevata la pressione sui conti pubblici: “Di conseguenza, eventuali nuovi impegni di spesa richiederebbero verosimilmente una revisione delle regole fiscali o un nuovo aumento delle imposte. Per ora la transizione appare ordinata, ma qualsiasi segnale di discontinuità rispetto al quadro fiscale di Reeves rischierebbe di riportare Gilt e sterlina al centro dell’attenzione”, aggiungono gli analisti.

Sterlina e Gilt a rischio volatilità: cosa devono fare i possessori di certificati

Investitori e possessori di certificati non devono aspettarsi shock immediati di prezzo da questo scenario, semmai un buon rischio di volatilità indiretta. Centrali saranno in futuro questi tre fattori: andamento dei rendimenti UK, forza della sterlina e aspettative sulla politica fiscale.

Proprio l’ultimo potrebbe essere quello più decisivo. Un cambio di rotta verso maggiore espansione fiscale o un aumento della percezione di rischio sul debito potrebbe tradursi in oscillazioni più ampie sui sottostanti, con effetti su barriere, trigger e valore di mercato.

Per questo, la gestione qui, oltre a dover essere prudente, dovrà basarsi su tre punti: monitorare le scadenze politiche britanniche, verificare l’esposizione effettiva dei certificati ai tassi UK e ridurre eventuali concentrazioni su singolo scenario macro.

Rilevante sarà anche osservare la reattività dei prodotti a movimenti anche contenuti del Gilt decennale, perché in fasi politiche instabili la correlazione tra notizia e prezzo tende ad aumentare rapidamente.

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