Certificati in Italia, nuovo record storico nel primo trimestre 2026: il report ACEPI

Il 2026 si apre con un avvio particolarmente positivo per il mercato dei certificati in Italia, che archivia il primo trimestre segnando il miglior risultato di sempre sul fronte del mercato primario.

A dirlo è l’ultimo rapporto di ACEPI (Associazione Italiana Certificati e Prodotti di Investimento), che conferma il raggiungimento di un nuovo massimo storico per il mercato: ben 9.548 milioni di euro di valore complessivo dei prodotti collocati.

ACEPI: crescita a doppia cifra per i certificati in Italia sul mercato primario

Secondo i dati raccolti da ACEPI, il primo trimestre del 2026, con il suo volume complessivo a 9.548 milioni di euro, segna un risultato che supera di 145 milioni di euro il precedente massimo storico registrato nel secondo trimestre del 2025, pari a 9.403 milioni. In termini di percentuale, si tratta di una crescita del +36% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

In dettaglio, nel trimestre in esame sono stati collocati 654 prodotti, in aumento del +5% rispetto al precedente record di 624 prodotti raggiunto nel Q2 2025 e in crescita del +20% rispetto alla media dell’intero 2025.

Il che conferma un’intensa attività di emissione sul mercato. Non a caso, dichiara ACEPI, in un clima caratterizzato dall’incremento della volatilità, nonostante i nuovi fonti bellici iraniano e libanese, “non si è assistito ad un risk-off, ma ad un recupero di corsi azionari e in parallelo ad una domanda di strutture capaci di generare maggiore rendimento a fronte di una protezione del capitale inferiore“.

Investitori più orientati al rendimento: come cambia la composizione dei prodotti

Guardando alla composizione dei prodotti collocati, i certificati a capitale protetto si confermano la principale componente del mercato, con una quota pari a circa il 60% del totale, in lieve calo rispetto alla media del 2025. In crescita invece i certificati a capitale condizionatamente protetto, che raggiungono il 35% del volume complessivo, rispetto al 33% del quarto trimestre 2025, insieme alle Credit Linked Notes, a conferma di un contesto ancora orientato al risk-on.

La ricerca di rendimento cedolare continua a rappresentare uno dei principali driver della domanda degli investitori. All’interno dei prodotti a capitale protetto, i Digital concentrano il 56% del collocato, mentre gli Equity Protection si attestano al 37%, mantenendo un ruolo rilevante ma leggermente più defilato.

Nel segmento dei certificati a capitale condizionatamente protetto, gli Express con autocallability restano la tipologia più diffusa con il 48% del collocato, seguiti dai Cash Collect, che salgono al 44%, riducendo progressivamente il divario tra le due strutture.

Mercato secondario in espansione nel Q1 2026

Anche sul versante secondario l’andamento è positivo. Nel primo trimestre 2026 il mercato composto da SeDeX, Cert-X e Vorvel Markets raggiunge un numero di prodotti quotati pari a 38.653 strumenti, in aumento del +9,7% rispetto ai 35.227 del Q1 2025. A trainare sono i leverage products, che passano da 24.410 a 26.472 (+8,4%), mentre gli investment products aumentano da 10.817 a 12.181 (+12,6%).

Anche sul fronte delle nuove emissioni si osserva un’accelerazione significativa: nel Q1 2026 le nuove quotazioni raggiungono 28.988, rispetto alle 22.026 del primo trimestre 2025 (+31,6%). Il dato è quasi interamente guidato dai leverage products, che salgono da 20.294 a 26.861 (+32,4%), mentre gli investment products crescono da 1.732 a 2.127 (+22,8%).

Il turnover complessivo si attesta a 11.902 milioni di euro, in crescita rispetto ai 9.819 milioni del Q1 2025 (+21,2%). La componente investment products sale da 6.661 a 7.487 milioni (+12,4%), mentre i leverage products passano da 3.159 a 4.415 milioni (+39,8%).

Infine, lo stock di valore investito negli investment products si mantiene su livelli elevati, con un outstanding pari a 66.788 milioni di euro, in aumento rispetto ai 63.196 milioni del Q1 2025 (+5,7%), ma in calo rispetto ai massimi registrati nel 2025 (Q2 a 68.395 milioni).

L’evoluzione delle preferenze dei possessori di certificati secondo ACEPI

In conclusione i dati del primo trimestre 2026 sono decisamente promettenti, perché segnano “una continuazione del trend di crescita del mercato italiano dei certificati“, ha sottolineato Giovanna Zanotti, Direttore Scientifico di ACEPI. Anche davanti al contesto geopolitico sfidante, gli investitori “hanno continuato a ricercare strumenti capaci di generare rendimento, mostrando maggiore propensione verso i certificati a capitale condizionatamente protetto con orizzonti temporali mediamente più lunghi”.

A conferma di ciò si segnala nel report la contrazione degli Express rispetto al quarto trimestre 2025, a favore di soluzioni prive di autocallability come Cash Collect e Bonus. Proprio questa evoluzione riflette un cambiamento nelle preferenze degli investitori, che, in un contesto di maggiore volatilità, tassi d’interesse elevati e ampliamento degli spread creditizi, mostrano una crescente attenzione verso prodotti in grado di garantire flussi cedolari ricorrenti lungo la vita dello strumento e orizzonti temporali mediamente più estesi.

Strumenti che investitori e possessori di certificati dovrebbero prendere in considerazione, anche davanti alla situazione in divenire all’interno dei mercati internazionali.

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