Commerzbank manda in archivio una delle migliori performance dei primi nove mesi nella sua storia: risultato operativo e utile netto a due cifre, ricavi vicino a 10 miliardi di euro e pure un miglior rapporto costi/ricavi.
Dunque un altro trimestre di solida redditività per l’istituto tedesco di riferimento per le PMI, il che rappresenta un traguardo significativo per l’amministratrice delegata Bettina Orlopp e anche per UniCredit, dal momento che la banca di Francoforte ha ormai impostato il percorso verso l’integrazione con il gruppo italiano.
Crescita a due cifre e buyback: i numeri della svolta finanziaria di Commerzbank
In breve i numeri di Commerzbank a fine settembre 2026. Il risultato operativo si attesta a 4 miliardi di euro, mettendo a segno un progresso del 17% rispetto al medesimo periodo dell’anno precedente. L’utile netto sale del 41% a 2,7 miliardi di euro, spingendo il rendimento netto del capitale tangibile (net RoTE) al 12,4%.
I ricavi complessivi raggiungono i 9,7 miliardi di euro (+8%), sostenuti dall’espansione del margine d’interesse e da una crescita dell’8% delle commissioni nette.
Sul fronte dell’efficienza, la banca riduce il cost/income ratio al 53% includendo i contributi obbligatori e al 50% al netto degli stessi. Il risultato del rischio nei nove mesi si posiziona a -554 milioni di euro, un dato del tutto coerente con le stime della vigilia.
Sempre nel comunicato i vertici della banca confermano gli obiettivi finanziari per l’intero 2026: utile netto atteso ad almeno 3,4 miliardi di euro, ricavi nell’intorno dei 13,2 miliardi, RoTE netto prossimo al 12% e un coefficiente CET1 superiore al 14% successivo alle distribuzioni di capitale. L’unica revisione riguarda il margine d’interesse, la cui stima passa da 8,6 a circa 8,5 miliardi di euro a causa della maggiore pressione concorrenziale nella raccolta dei depositi.
Sul versante del capitale, prosegue intanto la remunerazione degli azionisti. A inizio settembre è stato attivato un piano di buyback fino a 1,2 miliardi di euro, giunto a oggi al 70% del completamento. Commerzbank punta a distribuire agli azionisti circa 3,2 miliardi di euro sull’esercizio 2026.
Integrazione UniCredit-Commerzbank: Orlopp avvia la transizione “da una posizione di forza”
Prosegue inoltre il dialogo istituzionale con UniCredit, ormai sempre più vicino all’integrazione. Superata la fase di netto contrasto da parte del management di Francoforte, Commerzbank ha ufficialmente avviato le attività preparatorie per il consolidamento nel gruppo guidato da Andrea Orcel.
Una decisione presa in particolare grazie ai numeri record, che hanno permesso all’istituto di affrontare il passaggio “da una posizione di forza“, sostiene la manager Orlopp.
Durante la conference call con gli analisti, la CEO di Commerzbank ha delineato inoltre il passaggio dalla fase di autonomia operativa a una prima fase in cui l’istituto entrerà nel perimetro consolidato del gruppo UniCredit (passaggio tra l’altro già anticipato mesi addietro).
Dopo questa prima fase, comunque, scatterà il secondo step, con l’eventuale integrazione operativa con HypoVereinsbank (HVB), controllata tedesca di Piazza Gae Aulenti, le cui tempistiche non sono ancora definite.
Nove mesi d’oro per Commerzbank: quali rischi all’orizzonte per possessori di certificati
Dunque sono finite le frizioni tra i due colossi bancari. Sì e no: i nodi legati a prezzo, assetti di governance e impatti occupazionali continuano a essere oggetto di analisi, così come resta vigile la posizione del governo federale tedesco, azionista della banca per ol 12,7%.
Tra l’altro, oltre alle fasi sopramenzionate, da non dimenticare anche gli step regolamentari: dopo l’autorizzazione rilasciata dalla BCE il 15 ottobre per il superamento della precedente soglia partecipativa, ora mancano all’appello tutte le altre autorizzazioni. Si prevede il completamento dell’iter tra il quarto trimestre dell’anno e i primi mesi del 2027.
In attesa della conclusione, investitori e possessori di certificati farebbero bene a tenere i titoli, visti i notevoli risultati trimestrali. Il rischio maggiore è se la situazione dovesse evolversi a un’offerta di scambio o all’avvio di una procedura di delisting per il titolo Commerzbank a Francoforte. Ma come scenario è al momento abbastanza lontano.








