Euronext archivia un terzo trimestre da record: ricavi in crescita del 25% e decimo rialzo consecutivo

Successo per Euronext alle trimestrali 2026: il gruppo di infrastrutture di mercato europee che controlla anche Borsa Italiana ha chiuso il terzo trimestre 2026 con un’espansione a doppia cifra di ricavi e utili.

Un exploit che segna un nuovo record storico per la società e porta a dieci i periodi trimestrali consecutivi caratterizzati da un solido trend di crescita.

Trimestrale record per Euronext: ricavi e utili a doppia cifra nel terzo trimestre 2026

Nel corso del terzo trimestre 2026, i ricavi e i proventi complessivi del gruppo si sono attestati a 547,4 milioni di euro, registrando un balzo del +24,9% rispetto allo stesso periodo del 2025.

Analizzando la performance su base comparabile e a valute costanti, i ricavi e le entrate consolidate di Euronext si sono stabiliti a 519,5 milioni di euro, evidenziando comunque un incremento del +17,6% su base annua.

Sul fronte delle uscite, le spese operative di base, escluse le componenti di svalutazione e ammortamento (D&A), si sono attestate a 183,3 milioni di euro (+13,5% rispetto al Q3 2025).

A sostenere l’intero quadro economico sono state sia le attività legate ai volumi di trading sia le entrate di natura ricorrente. Queste ultime hanno pesato per il 55% sul totale dei ricavi e proventi, coprendo il 165% dei costi operativi sottostanti (al netto degli ammortamenti).

“L’aumento rispetto al terzo trimestre del 2025 riflette gli investimenti in crescita e l’impatto di Euronext Athens acquisita a novembre 2025, in linea con le previsioni sui costi di base per l’intero anno 2026“, spiega la società.

Spinto dal vigoroso aumento del fatturato, l’EBITDA rettificato del trimestre ha toccato quota 364,2 milioni di euro, in salita del +31,6% su base annua. Il dato si traduce in un margine EBITDA rettificato record del 66,5%, in miglioramento di 3,3 punti percentuali rispetto al terzo trimestre 2025. Su base comparabile e a valute costanti, l’EBITDA rettificato evidenzia un progresso del +23,2%.

Euronext corre con Ficc ed ETF: chi traina il trimestrale

Tra i settori operativi a più alto tasso di sviluppo si segnalano i mercati FICC (reddito fisso, valute e materie prime), i cui ricavi sono aumentati del +48,1% raggiungendo 121,3 milioni di euro, spinti dal dinamismo sul reddito fisso e dagli scambi e operazioni di clearing su prodotti energetici e agricoli.

I ricavi derivanti dai mercati azionari hanno toccato 124,6 milioni di euro (+33%), sostenuti dalla persistente volatilità di mercato e dalla crescita degli ETF.

Per quanto riguarda i servizi di post-trading, la divisione ha generato 86,7 milioni di euro (+12,2%), mentre l’area Capital Markets e Data Solutions è salita del +14,1%, attestandosi a 192,2 milioni di euro.

Infine, la rigorosa disciplina finanziaria ha permesso al gruppo di rivedere al ribasso le stime sui costi operativi sottostanti per l’intero 2026 (al netto degli ammortamenti), abbassando la guidance da 770 a 760 milioni di euro.

Euronext: scatta un nuovo piano di buyback da 350 milioni di euro

Euronext ha contestualmente deliberato l’avvio di un nuovo programma di riacquisto di azioni proprie (buyback) fino a un controvalore massimo di 350 milioni di euro, pari a circa il 2% del capitale sociale complessivo.

L’operazione prenderà il via il 9 novembre con una durata massima prevista di dodici mesi.

L’iniziativa riflette la strategia aziendale di allocazione del capitale, mirata a bilanciare il rendimento distribuito agli azionisti e le risorse destinate all’espansione strategica.

Euronext in rally: alcuni consigli per i possessori di certificati

Il prossimo appuntamento finanziario con Euronext è fissato per il 18 febbraio 2027, data in cui verranno diffusi i risultati di bilancio dell’intero anno.

Fino ad allora, investitori e possessori di certificati possono dormire sonni tranquilli. Utili record e l’aumento delle attività di post-trading e clearing sono tutti segnali di mercati efficienti e ordini eseguiti senza intoppi. Inoltre i dati di bilancio ampiamente positivi e l’avvio del riacquisto di azioni proprie per 350 milioni forniscono un supporto al titolo, allontanando il rischio di intaccare le barriere di protezione del capitale.

Tra l’altro, la forte redditività di Euronext è stata favorita dall’elevata volatilità di mercato. Chi detiene certificati a capitale condizionatamente protetto beneficia di mercati sottostanti dinamici, a patto di monitorare la tenuta dei livelli barriera.

È l’unico punto che investitori e possessori di certificati dovrebbero monitorare: controllare la distanza attuale dalla barriera, perché la reazione positiva del mercato dopo la trimestrale potrebbe aver ampliato il margine di sicurezza.

A prescindere, non occorre fare interventi affrettati sui certificati in portafoglio: la buona salute finanziaria dell’infrastruttura di borsa conferma la solidità dell’ecosistema di negoziazione.

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