Poste Italiane accelera sull’Opas TIM: parte il finanziamento da 2,85 miliardi con 5 grandi banche

Un’operazione da oltre 10 miliardi di euro tra scambio azionario e componente in contanti, destinata a ridisegnare gli equilibri delle telecomunicazioni e dei servizi in Italia.

Questa è l’Offerta Pubblica di Acquisto e Scambio (Opas) lanciata da Poste Italiane su TIM, che oggi compie un nuovo passo avanti con la definizione del pool bancario che sosterrà finanziariamente la parte cash dell’operazione.

Al via il finanziamento da 2,85 miliardi con cinque grandi banche

Intesa Sanpaolo, Unicredit, Bnp Paribas, Deutsche Bank e JPMorgan. Sono queste le cinque banche selezionate da Poste tra i principali istituti bancari nazionali e internazionali per garantire il finanziamento necessario a coprire il conguaglio in denaro previsto dall’offerta.

Le cinque banche metteranno a disposizione un finanziamento complessivo di 2,85 miliardi di euro, destinato a coprire integralmente la componente cash dell’Opas. Considerando una ripartizione uniforme dell’impegno finanziario, ciascun istituto si farà carico di una quota pari a circa 570 milioni di euro.

La scelta degli istituti coinvolti evidenzia il peso strategico dell’operazione. Accanto ai due maggiori gruppi bancari italiani, Intesa Sanpaolo e UniCredit, figurano infatti tre protagonisti della finanza internazionale e dell’investment banking, da tempo presenti nelle principali operazioni straordinarie a livello europeo e globale.

L’operazione complessiva vale 10,8 miliardi di euro e combina uno scambio azionario con una componente monetaria. Agli azionisti TIM che aderiranno all’offerta saranno riconosciute 0,218 azioni Poste di nuova emissione per ogni titolo conferito, oltre a un conguaglio in denaro pari a 0,167 euro per azione TIM.

Via libera all’aumento di capitale di Poste Italiane: quasi unanimità in assemblea

Nel frattempo è arrivato anche il via libera degli azionisti di Poste Italiane. L’assemblea straordinaria ha approvato l’aumento di capitale necessario a dare esecuzione allo scambio azionario previsto dall’Opas, con un consenso quasi unanime: il 99,81% dei presenti ha votato a favore della proposta.

I soci hanno attribuito al consiglio di amministrazione la facoltà di procedere, entro il 31 dicembre 2026, a uno o più aumenti di capitale a pagamento, in via scindibile, per un importo massimo di 371.986.879 euro, oltre al sovrapprezzo. Contestualmente è stata autorizzata l’emissione di un numero massimo di 371.986.879 nuove azioni ordinarie.

Dopo il passaggio assembleare, il calendario dell’operazione prevede ora l’ottenimento delle autorizzazioni da parte di Consob e Banca d’Italia, attese entro la fine di luglio. Un’altra data chiave sarà il 24 luglio, quando il consiglio di amministrazione di Poste approverà i conti semestrali e presenterà il nuovo piano industriale stand alone.

Mercato favorevole all’operazione: Poste a 38 miliardi, TIM a 15

Gli osservatori considerano l’assemblea appena conclusa un passaggio principalmente procedurale, necessario per consentire l’avanzamento dell’operazione. Le aspettative del mercato sono che non emergano particolari ostacoli né richieste di approfondimento tali da modificare la timeline prevista da parte delle autorità competenti.

L’attenzione degli investitori si concentra ora sui piani industriali che saranno presentati a luglio e, successivamente, sul livello di adesione all’Offerta Pubblica di Acquisto e Scambio. Per Poste Italiane l’obiettivo strategico rimane quello di incrementare il controllo su TIM, semplificandone la governance, favorendone il delisting e trasformando il gruppo telefonico nel principale livello infrastrutturale della propria piattaforma nazionale di servizi.

Il mercato, intanto, continua a mostrare apprezzamento per il progetto. Nella giornata di mercoledì Poste Italiane ha superato una capitalizzazione di mercato di 38 miliardi di euro, mentre TIM ha raggiunto quota 15 miliardi. Un risultato che evidenzia la forte rivalutazione registrata a Piazza Affari negli ultimi mesi.

Al momento dell’annuncio dell’operazione, il management aveva indicato che il nuovo gruppo aggregato avrebbe potuto superare i 40 miliardi di euro di capitalizzazione. Un traguardo che oggi appare molto più vicino, considerando che Poste Italiane si è già avvicinata a quella soglia operando ancora come società indipendente.

Poste Italiane tra mercato favorevole e sviluppo Opas: a cosa devono stare attenti i possessori di certificati

Al momento la situazione è in divenire, per cui da parte di investitori e possessori di certificati non sono richieste azioni immediate, ma è importante monitorare l’evoluzione dell’Opas e le comunicazioni degli emittenti.

In caso di successo dell’offerta e di eventuali modifiche alla struttura azionaria di TIM, gli emittenti potrebbero infatti applicare gli aggiustamenti previsti dai regolamenti dei prodotti, che possono includere la sostituzione del sottostante, la modifica dei livelli di riferimento o altri interventi tecnici volti a preservare l’equilibrio economico del certificato.

Per gli investitori la strategia più prudente resta quindi quella di verificare periodicamente gli avvisi pubblicati dagli emittenti e valutare l’impatto dell’operazione sulle caratteristiche specifiche del prodotto detenuto.

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