Petrolio, domanda globale in crescita fino al 2050 secondo l’OPEC

Una solida crescita della domanda globale di petrolio è attesa nei prossimi quattro anni. A sostenerlo è l’OPEC, che in un recente report ha rivisto leggermente al rialzo le proprie stime di lungo periodo, spinta da politiche più favorevoli all’utilizzo del petrolio.

L’organizzazione internazionale delinea inoltre diversi possibili scenari fino al 2050, alcuni ottimistici e altri decisamente più cauti, a seconda delle traiettorie di sviluppo economico e tecnologico globale.

OPEC rivede le stime: 124 milioni di barili al giorno entro il 2050

Secondo il report, i cambiamenti politici recenti e la crescita economica costante porteranno a un’espansione robusta della domanda globale di petrolio nel medio e lungo termine. Le previsioni indicano un consumo pari a 113,3 milioni di barili al giorno (mb/d) entro il 2030 e 124,1 mb/d nel 2050, con un incremento complessivo di circa 19 mb/d lungo l’intero arco temporale considerato.

A contribuire a questa crescita saranno i Paesi non OCSE, dove la domanda è destinata ad aumentare di 7,4 mb/d tra il 2025 e il 2030 e di 26,9 mb/d tra il 2025 e il 2050. Nei Paesi OCSE, invece, è previsto un incremento più contenuto, pari a circa 0,7 mb/d fino al 2030, seguito da una successiva fase di declino nel lungo periodo.

All’aumento della domanda corrisponderà, secondo l’OPEC, anche una crescita del commercio internazionale di petrolio. Entro il 2030, il volume degli scambi globali raggiungerà quasi 62 mb/d, rispetto ai 55 mb/d stimati per il 2025. Nel decennio successivo si prevede un’ulteriore espansione fino a poco meno di 68 mb/d nel 2040, mentre tra il 2040 e il 2050 la crescita rallenterà, seguendo la frenata della domanda globale, fino a stabilizzarsi intorno ai 69 mb/d.

Nel 2025, la quota maggiore del commercio globale di petrolio, pari al 67%, è rappresentata da greggio e condensati. Questa incidenza è destinata a crescere leggermente, superando il 69% entro il 2050. Tra i principali importatori netti ci sono Europa, Cina e altri paesi dell’Asia-Pacifico, quest’ultimi i maggiori importatori netti nel 2025.

Due scenari al 2050: tecnologia contro crescita economica globale

Guardando al periodo fino al 2050, il sistema energetico globale si sviluppa secondo due scenari alternativi rispetto allo scenario di base stimato dall’OPEC:

  • lo Scenario guidato dalla tecnologia,
  • lo Scenario di crescita equa.

Il primo scenario presuppone un’accelerazione degli investimenti nelle tecnologie energetiche avanzate, con una progressiva sostituzione dei combustibili fossili e un miglioramento dell’efficienza energetica. Questo porterebbe a una riduzione della domanda complessiva di energia primaria e a un cambiamento del mix energetico globale. In questo contesto, la domanda di petrolio si discosta gradualmente dallo scenario di riferimento e inizia a diminuire dopo il 2035, mantenendosi comunque tra 110 e 115 milioni di barili al giorno per gran parte del periodo di previsione, fino a scendere leggermente sotto i 107 milioni di barili al giorno entro il 2050.

Il secondo scenario prevede invece una crescita economica più sostenuta nei Paesi in via di sviluppo, accompagnata da maggiori sforzi per garantire l’accesso all’elettricità e contrastare la povertà energetica. Questa dinamica comporterebbe una domanda energetica più elevata nel lungo periodo, con conseguente aumento anche del petrolio. In questo caso, la domanda raggiungerebbe i 121 milioni di barili al giorno entro il 2035 e continuerebbe a crescere fino a 131 milioni di barili al giorno nel 2050, circa 7 milioni di barili al giorno in più rispetto allo scenario di riferimento.

OPEC tra stime e scenari sul petrolio: incertezza per i possessori di certificati

Un contesto tutt’altro che lineare è quanto delinato dall’OPEC, il che potrebbe essere una fucina di incertezze per investitori e possessori di certificati.

Nel breve e medio orizzonte, la crescita dei consumi e l’aumento degli scambi internazionali possono sostenere i sottostanti energetici e mantenere elevata la volatilità. Tuttavia, la progressiva biforcazione delle previsioni dopo il 2035 introduce un elemento di incertezza rilevante: nello scenario tecnologico la domanda si indebolisce e potrebbe esercitare pressione ribassista sui prezzi, mentre nello scenario di crescita equa la spinta dei Paesi emergenti potrebbe sostenere ulteriormente il mercato.

Per i possessori di certificati, tutto ciò si traduce nella necessità di una gestione più attiva del rischio, con particolare attenzione ai livelli barriera e alla durata residua dei prodotti. Una possibile strategia prudente potrebbe essere quella di privilegiare strumenti con protezione condizionata del capitale o scadenze più brevi, così da ridurre l’esposizione strutturale di lungo periodo a un sottostante che mostra traiettorie future fortemente divergenti.

Comments are closed