È ufficiale: SpaceX entrerà nel Nasdaq 100 il 7 luglio 2026, unendosi così al paniere che raccoglie le 100 maggiori società non finanziarie quotate sul listino tecnologico.
Un altro grande traguardo per la società di Elon Musk, a meno di un mese dalla quotazione, avvenuta il 12 giugno, considerata l’IPO più imponente di sempre.
Nasdaq 100, rivoluzione SpaceX grazie alle nuove regole
L’ingresso di SpaceX è stato confermato da Nasdaq dopo una recente revisione dei criteri di ammissibilità all’indice, che hanno reso più flessibili diverse condizioni, tra cui quelle legate alla redditività, al tempo minimo trascorso dalla IPO e al flottante azionario.
Con le nuove regole, le società appena quotate che rientrano tra le prime 40 per capitalizzazione possono essere inserite nell’indice dopo appena 15 giorni di negoziazione (prima serviva almeno un anno). Inoltre, non è più richiesto un flottante minimo del 10%: un elemento decisivo nel caso di SpaceX, che presenta un flottante intorno al 5%.
Nel frattempo, anche altre società del settore, tra cui OpenAI e Anthropic, stanno preparando il terreno per possibili quotazioni nei prossimi due anni, con valutazioni che secondo le stime di mercato potrebbero superare anche la soglia dei 1.000 miliardi di dollari.
Soglia già abbondantemente superata da SpaceX con la sua IPO. All’apertura, la capitalizzazione si è attestata intorno a 1,96 trilioni di dollari, ma dopo circa un’ora di contrattazioni, con il titolo salito fino a 164 dollari rispetto al prezzo IPO di 135 dollari, la società ha raggiunto una capitalizzazione di circa 2,15 trilioni di dollari.
SpaceX, l’ingresso nel Nasdaq 100 spinge ETF e investimenti passivi
L’ingresso nel Nasdaq 100 è destinato a generare una forte domanda da parte degli investitori passivi. I fondi ETF che replicano l’indice saranno infatti costretti ad acquistare rapidamente il titolo per adeguare i portafogli.
Secondo le stime di JPMorgan Chase, questa inclusione di SpaceX potrebbe generare afflussi per circa 4,3 miliardi di dollari da parte degli investitori indicizzati.
L’inserimento accelerato riflette la forte domanda sul titolo, anche se non mancano visioni più caute sul mercato. Al momento a prevalere è una visione ottimistica: sul mercato, sei analisti mantengono una raccomandazione d’acquisto. Ma per Morningstar, ad esempio, l’inclusione rapida evidenzia l’interesse degli investitori, ma la valutazione risulterebbe eccessiva rispetto ai fondamentali.
Diversa la posizione di KeyBanc Capital Markets, che ha avviato la copertura con rating “sector weight”, sostenendo che SpaceX sia pronta “a rimanere il leader dominante nei lanci spaziali e nei settori verticali adiacenti allo spazio nel prossimo futuro, sfruttando il suo vantaggio rispetto alla concorrenza“.
Tesla, SpaceX e l’ipotesi fusione: quale sarà la mossa di Elon Musk?
Tra le letture di mercato, alcuni analisti guardano anche a possibili evoluzioni societarie future. A detta della società di wealth management Baird, l’attenzione degli investitori potrebbe progressivamente spostarsi sull’ipotesi di una fusione tra Tesla e SpaceX.
Secondo il broker, la logica strategica sarebbe chiara, con potenziali benefici in termini di scala e integrazione industriale. Restano possibili interrogativi regolatori, ma senza particolari ostacoli significativi, vista la limitata sovrapposizione tra i mercati finali.
Gli stessi analisti sottolineano però che i tempi restano incerti: prima di qualsiasi ipotesi concreta potrebbe esserci una fase di consolidamento, anche alla luce della recente integrazione di SpaceX con xAI e del processo di stabilizzazione come società quotata.
SpaceX tra Nasdaq ed ETF: le opportunità per i possessori di certificati
Per certi versi, l’entrata di SpaceX nel Nasdaq potrebbe rappresentare un’opportunità per investitori e possessori di certificati. Come sottolineato da Wellington Management in un’analisi firmata da Adam Berger e Matthew Strzepka, il Nasdaq 100 pondera i titoli in base alla capitalizzazione. Questo significa che “le strategie passive che seguono il Nasdaq 100, compresi i grandi Etf, potrebbero dover acquistare una quantità sproporzionata di azioni SpaceX“.
Dunque una maggior esposizione a un titolo promettente, non a caso i certificati legati al Nasdaq 100 potrebbero beneficiare inizialmente dell’effetto riallocazione degli ETF, anche se allo stesso tempo potrebbero diventare più sensibili ai movimenti di SpaceX, soprattutto nei prodotti con leva o barriera.
Davanti a ciò, è bene da ora in avanti monitorare il nuovo equilibrio dell’indice e la crescente concentrazione sui titoli a maggiore capitalizzazione