BCE pronta al via libera per UniCredit su Commerzbank, ma la strada resta in salita

Sembra ormai alle porte il via libera formale da parte della Banca Centrale Europea (BCE) all’offerta presentata da UniCredit per il controllo di Commerzbank. Stando a quanto emerge da documenti interni, la vigilanza bancaria dell’Eurotower sarebbe infatti orientata a concedere l’autorizzazione all’operazione.

Tuttavia, la strada resta in salita: il percorso di integrazione tra i due istituti si preannuncia lungo, complesso e irto di ostacoli, specialmente alla luce della dura opposizione manifestata negli ultimi mesi non solo dai vertici della banca tedesca, ma dallo stesso governo di Berlino.

UniCredit-Commerzbank: BCE verso il sì, ma c’è un “ma”

L’orientamento favorevole della BCE nei confronti del progetto di UniCredit trova riscontro in un documento contenente le valutazioni preliminari dell’Autorità, citato da Reuters.

Il testo in questione è stato sottoposto al vaglio del Consiglio di vigilanza della BCE, l’organo che raccoglie le indicazioni dei regolatori dell’Eurozona e delle singole autorità nazionali. La procedura prevede che il Consiglio analizzi i pareri tecnici prima di formulare la decisione finale, destinata poi alla ratifica definitiva da parte del Consiglio direttivo della BCE.

Una decisione che a prescindere non sarà a costo zero per Piazza Gae Aulenti. Se da un lato gli esperti di Francoforte non hanno riscontrato “motivi per opporsi“, come dimostra il documento, dall’altro non nascondono che l’unione dei due gruppi richiederà un’integrazione “difficile e duratura“.

Per questa ragione, le autorità di vigilanza tedesche ritengono indispensabile definire “una strategia di mitigazione“, pensata sia per raccogliere consenso interno in Commerzbank, sia per introdurre un sistema di controlli e bilanciamenti più rigoroso all’interno della struttura di UniCredit.

Matrimonio bancario transfrontaliero: la BCE spinge UniCredit e tiene a freno Berlino

C’è una ragione per cui questa strategia è stata richiesta da parte dell’Eurotower. L’offerta ostile da di UniCredit su Commerzbank ha fin dagli inizi generato una certa resistenza tra i dirigenti e gli esponenti politici tedeschi.

Anche se di recente si sono avvertiti primi segnali di ammorbidimento, ai quali avrà contribuito probabilmente gli avvisi di Francoforte.

Proprio nei confronti dell’esecutivo guidato dal Cancelliere Friedrich Merz, dalla BCE sono giunte riserve e critiche verso l’atteggiamento rigido mantenuto da Berlino nei confronti dell’istituto milanese. Per la BCE, del resto, sarebbe stato difficile assumere una linea diversa senza smentire la propria storica visione, favorevole alle aggregazioni bancarie transfrontaliere nell’ottica di consolidare il mercato unico europeo.

Un eventuale placet spianerebbe quindi la strada al superamento del principale scoglio regolatorio. Principale ma non unico.

UniCredit vede il placet di Francoforte su Commerzbank, tra non quello di BaFin

Di segno diverso restano però le valutazioni di altri organismi di controllo. Nello stesso documento citato da Reuters emergono le perplessità sollevate dalla BaFin, l’autorità di vigilanza sui mercati finanziari tedesca.

L’ente ha richiamato l’attenzione su alcuni aspetti critici legati alla governance e alla condotta di UniCredit durante l’acquisizione, giudicando un “comportamento aggressivo e parzialmente poco trasparente” l’approccio adottato.

La BaFin ha sottolineato la necessità di rafforzare i presidi di governance interna di UniCredit, essendo l’ente preoccupato per le “debolezze nei controlli e negli equilibri” della banca. A sua volta, il regolatore tedesco ha affermato che la natura ostile dell’offerta “ha alienato la dirigenza, il personale, i sindacati e gli attori politici della Commerzbank“, e che dunque “UniCredit avrà bisogno di una strategia credibile per ricostruire la fiducia”.

BCE verso il sì a UniCredit-Commerzbank: cosa cambia per i possessori di certificati

Nonostante i pareri non molto concordanti tra BCE e BaFin, investitori e possessori di certificati non hanno da temere chissà quale scenario di volatilità estrema. 

Anzi, con quest’operazione di fusione o acquisizione che entra nel vivo, i prezzi delle azioni sottostanti UniCredit e Commerzbank sono cresciuti dal 5 maggio (giorno di inizio dell’OPA) rispettivamente del 27% e del 13% circa, segno di un ottimo sostegno da parte dei mercati.

Ma questo non significa che sia ora di vendere. Investitori e possessori di certificati devono anzi non farsi prendere dalla fretta e adottare una condotta attenta: occorre verificare innanzitutto la tipologia di certificato (ad esempio se a capitale protetto, condizionatamente protetto o a leva), controllare la distanza attuale dai livelli barriera e monitorare le comunicazioni ufficiali inviate dall’emittente o consultabili sulla scheda prodotto del titolo.

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