Nexi sotto i riflettori tra la grande manovra di CDP e i risultati del primo semestre 2026

Nexi si ritroverà a breve con un’azionista ancora più potente nell’azionariato aziendale. Stiamo parlando di Cassa Depositi e Prestiti, che si prepara a consolidare la propria presa sulla paytech italiana, portando la sua quota di partecipazione dal 19,6% al 29,9%.

Una mossa che conferma l’interesse sempre più crescente per questa realtà, forte anche dei risultati finanziari del primo semestre 2026.

Cassa Depositi e Prestiti mira a raggiungere il 29,9% di Nexi

L’operazione non arriva a sorpresa. Già a maggio CDP aveva chiarito di voler incrementare la propria quota rimanendo appena sotto la soglia che farebbe scattare l’obbligo di un’Offerta Pubblica di Acquisto (OPA).

Come parte di questa strategia“, si legge nel comunicato di allora, “CDP Equity ha deliberato la sottoscrizione di contratti derivati fino all’8% del capitale sociale di Nexi, che potranno avere regolamento in azioni ove ottenute le necessarie autorizzazioni. Inoltre, la partecipazione potrà essere aumentata anche attraverso acquisti diretti da parte di CDP Equity“.

Con questa combinazione, la quota complessiva raggiungerà il 27,6%, se non il 29,9%. A quel punto CDP chiederà la consegna effettiva dei titoli.

Ciononostante, “CDP Equity non intende lanciare un’offerta pubblica di acquisto sulle azioni di Nexi“. La mossa punta unicamente a “sostenere la Società” nel suo percorso di crescita, e favorire inoltre “una maggiore stabilità dell’azionariato sostenendo la strategia industriale di lungo periodo“.

Mediobanca e JP Morgan muovono i titoli per la scalata

In merito all’operazione di CDP, sono finite sotto gli occhi degli operatori di Piazza Affari le recenti operazioni finanziarie di Mediobanca e JP Morgan, advisor di CDP nella risalita.

Secondo quanto riportato da MF, Mediobanca ha appena costituito una posizione su circa 44,6 milioni di azioni Nexi, pari al 3,8% del capitale. Questo pacchetto, come comunicato a Consob dalla controllante Mps, deriva dalla copertura di un operazione di swap conclusa con un cliente istituzionale.

Parallelamente, JP Morgan ha riassestato la sua presenza: il 20 luglio la banca d’affari americana ha dichiarato una posizione complessiva del 4,26% (di cui il 2,81% in azioni e l’1,45% in strumenti finanziari). Poche settimane prima, pur avendo un’esposizione simile (4,01%), deteneva ben il 3,63% in azioni e solo lo 0,38% in derivati.

Dietro questi riassestamenti, secondo indiscrezioni riportate dal quotidiano finanziario, ci sarebbe appunto CDP: dato che si sta avvicinando la fase in cui il colosso finanziario potrà richiedere la trasformazione degli swap in azioni, “le controparti devono prepararsi a quel passaggio accumulando titoli Nexi oppure costruendo coperture equivalenti, da utilizzare poi per la consegna a Cassa“.

Ne va del controllo del board. Una volta completata la salita al 29,9% (se completata), il gruppo statale sorpasserà il fondo Hellman & Friedman (fermo al 22,2%): diventerebbe il primo azionista della società, ridisegnando così gli equilibri di governance.

Nexi chiude un ottimo trimestre/semestre 2026

Il sostegno di CDP arriva in un momento decisamente positivo per Nexi, che dopo un periodo in rallentamento ha concluso un secondo trimestre (e primo semestre) decisamente migliore.

Nel periodo fino al 30 giugno 2026, i ricavi si sono attestati a 1.736 milioni di euro (+1% su base annua), mentre il solo secondo trimestre ha portato 915 milioni di euro (+1% a/a). L’EBITDA semestrale si è fermato a 870 milioni di euro (stabile rispetto al 2025), mantenendo un margine elevato al 50,1%. Nel secondo trimestre l’EBITDA si è attestato a 473 milioni (-1,9% a/a), risentendo dell’aumento programmato dei costi operativi dopo un primo trimestre particolarmente favorevole. Infine, l’utile netto normalizzato di Gruppo ha raggiunto i 354 milioni di euro nel semestre (115 milioni quello reported).

Tutti dati che superano le attese del consensus degli analisti, che stimavano ricavi semestrali a 1,73 miliardi (trimestrali a 911 milioni di euro) e un EBITDA a 868 milioni.

Per l’intero 2026 Nexi ha confermato tutti i target: ricavi in linea con il 2025, riaccelerazione della divisione Merchant Solutions, EBITDA stabile, una generazione di cassa eccedente di circa 750 milioni di euro e la distribuzione di un dividendo di 0,30 euro per azione (pari a 350 milioni complessivi).

Nexi tra CDP e conti 2026: posizione di vantaggio per i possessori di certificati

Sono buone notizie per investitori e possessori di certificati che hanno Nexi come sottostante unico o all’interno di un paniere. La presenza forte e stabile di uno shareholder di lungo termine come CDP andrà a diminuire le speculazioni di breve periodo e a limitare i crolli ingiustificati del prezzo dell’azione.

Inoltre, dati i conti solidi e dividendi confermati (0,30 euro per azione), il prezzo delle azioni non dovrebbe subire impennate improvvise legate a premi di maggioranza.

Pertanto, è bene per investirori e possessori di certificati mantenere il titolo in portafoglio se la barriera è lontana: meglio attendere le scadenze o l’eventuale rimborso anticipato, grazie al clima di stabilità sul sottostante.

E a sua volta conviene monitorare l’eventuale riallineamento delle scadenze brevi. Se il certificato è vicino alla scadenza e l’azione quota nei pressi della barriera, la stabilità garantita dal nuovo assetto azionario riduce l’incertezza sui conti, rendendo più prevedibile il comportamento del titolo nei prossimi mesi.

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