Nuova M&A nel settore bancario italiano. I consigli di amministrazione di Banca Sistema e Banca CF+ hanno approvato il progetto di fusione per incorporazione di Banca CF+ in Banca Sistema, completando di fatto il percorso avviato con l’offerta pubblica di acquisto e scambio lanciata da CF+ sulla banca quotata a Piazza Affari.
L’operazione porterà alla nascita di una nuova realtà specializzata che punta a rafforzare la propria posizione nel mercato italiano, facendo leva sulle attività sviluppate dalle due banche e sulle sinergie derivanti dall’integrazione.
La storia (breve) di Banca Sistema, dalla quotazione all’OPA di Banca CF+
Facciamo prima una breve cronistoria. La storia di Banca Sistema prende avvio nel 2011 come operatore specializzato nell’acquisto di crediti commerciali vantati dalle imprese nei confronti della Pubblica Amministrazione. Nel corso del tempo, il gruppo ha ampliato il proprio raggio d’azione sia sul mercato domestico sia all’estero, arrivando nel 2015 a essere quotata su Euronext Star Milan a un prezzo di IPO di 3,75 euro per azione.
E dieci anni dopo, Banca Sistema viene presa in considerazione da Banca CF+, diventando a giugno 2025 il centro di un’offerta pubblica di acquisto e scambio volontaria totalitaria.
Secondo i risultati definitivi dell’OPAS, le adesioni hanno riguardato 3.958.705 azioni, pari a circa il 4,9% del capitale sociale e a oltre un quarto dei titoli oggetto dell’offerta. Sommando tali adesioni alla quota già detenuta dall’offerente, Banca CF+ ha raggiunto una partecipazione complessiva di circa l’85,67% del capitale di Banca Sistema alla data di pagamento del 22 giugno 2026.
Dalla fusione tra Banca Sistema e Banca CF+ una nuova realtà
Con l’approvazione del progetto di fusione è stato definito anche il rapporto di cambio, fissato in 1,35 azioni, senza alcun conguaglio in denaro. Per dare esecuzione all’operazione, si legge nella nota ufficiale, “la Società Incorporante procederà all’emissione di massime n. 50.246.553 azioni ordinarie, con aumento del capitale sociale per massimi Euro 6.029.586,36 in applicazione del Rapporto di Cambio e delle modalità di assegnazione delle azioni di cui al Progetto di Fusione“.
Dal punto di vista regolamentare, la fusione rappresenta un’operazione con parti correlate di maggiore rilevanza. Questo perché Banca CF+ possiede attualmente 68.899.562 azioni, pari a circa l’85,674% del capitale sociale e all’85,669% dei diritti di voto di Banca Sistema, esercitando dunque attività di direzione e coordinamento sulla società incorporante.
Il piano industriale della nuova entità verrà presentato entro la fine del 2026, ma l’obiettivo è chiaro, come riporta l’amministratore delegato e direttore generale di entrambe le banche, Iacopo De Francisco: “costruire un gruppo capace di coniugare crescita, redditività e solidità patrimoniale, con l’ambizione di posizionarsi tra le migliori realtà bancarie specialistiche italiane per creazione di valore per gli azionisti“.
A prescindere, la fusione è subordinata all’autorizzazione di Banca d’Italia e all’approvazione delle assemblee straordinarie di entrambe le società.
Fusione tra Banca Sistema e Banca CF+: cosa cambia per i possessori di certificati
La fusione tra Banca Sistema e Banca CF+ potrebbe essere un evento interessante per investitori e possessori di certificati, anche perché parliamo di due banche che hanno chiuso l’ultimo trimestre con risultati molto differenti.
Nel primo trimestre 2026, Banca Sistema ha registrato un utile netto di 3,81 milioni di euro, in forte calo rispetto agli 11,61 milioni dello stesso periodo del 2025. Il margine di intermediazione è sceso del 26% a 24,89 milioni di euro, mentre i costi operativi sono saliti a 15,39 milioni. A fine marzo il CET1 ratio regolamentare si attestava al 15,6%, con un totale attivo di circa 4,69 miliardi di euro, in crescita dell’8% rispetto all’inizio dell’anno.
Banca CF+, invece, ha chiuso il primo trimestre 2026 con un utile netto di 72,5 milioni di euro, contro i 2 milioni registrati un anno prima. Il patrimonio netto ha raggiunto 435,1 milioni di euro, mentre il totale attivo è salito a 6,906 miliardi di euro, rispetto ai 2,263 miliardi di fine 2025. Il gruppo presentava inoltre un CET1 consolidato pari all’11,39% e attività ponderate per il rischio (RWA) per 2,482 miliardi di euro.
Pertanto, si potrà capire meglio tutta la situazione quando avverrà l’approvazione definitiva della fusione e la successiva presentazione del piano industriale. Proprio questo documento permetterà di valutare nel dettaglio gli obiettivi economici, patrimoniali e di crescita della nuova banca.
Tra l’altro, non c’è da aspettarsi il rischio di un delisting, come già visto con la fusione MPS-Mediobanca: sempre nella nota viene precisato che Banca Sistema rimarrà quotata su Euronext Milan. Semmai, qui il principale cambiamento è per lo più il solo rapporto di cambio previsto dalla fusione.
