Dopo diversi mesi di ottima crescita, coronati da un mese di giugno persino a doppia cifra, a luglio il mercato auto italiano ha registrato il suo primo vero rallentamento, pur mantenendo un andamento positivo se guardiamo all’inizio dell’anno.
Lo confermano gli ultimi dati diffusi dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti MIT), secondo cui alla base della frenata c’è soprattutto il calo delle auto elettriche, che mette nuovamente in evidenza il ritardo dell’Italia rispetto agli altri grandi Paesi europei.
Il mercato auto tiene la rotta a luglio 2026, ma l’elettrico tira il freno a mano
Nel dettaglio delle cifre, a luglio sono state immatricolate 123.184 autovetture, che equivalgono a un aumento del 3,9% rispetto alle 118.561 dello stesso mese del 2025. Con questo risultato, i primi sette mesi dell’anno superano la soglia del milione toccando quota 1.060.175 unità, con un incremento dell’8,9% rispetto alle 973.471 registrate nello stesso periodo dello scorso anno.
Sebbene il rialzo di luglio confermi il percorso di recupero del mercato auto, il ritmo è decisamente più contenuto rispetto al +10,6% visto a giugno. Resta comunque solido il bilancio complessivo da inizio anno, con quasi 87 mila vetture in più rispetto al 2025.
Come dicevamo, a frenare la spinta del mercato è stato il settore delle full electric. Le immatricolazioni di auto a batteria a luglio si sono fermate a 7.183 unità: un dato in crescita del 24,8% rispetto a luglio 2025, ma molto lontano dal picco del +84,7% fatto segnare a giugno.
Di conseguenza, la quota di mercato dell’elettrico si è attestata al 5,8%, un valore superiore al 4,8% dell’anno passato ma in forte contrazione rispetto al 10,1% del mese precedente, quando avevano inciso in modo determinante gli incentivi introdotti nell’ottobre 2025.
Nonostante questa battuta d’arresto estiva, tra gennaio e luglio 2026 le elettriche hanno raggiunto quota 86.003 immatricolazioni (+70,4%), portando la loro quota di mercato all’8,1% e facendo salire il parco circolante elettrico italiano a 441.453 vetture.
Stellantis difende il primato nel mercato auto (ma cresce la quota cinese)
Passando all’analisi dei vari costruttori, Stellantis mantiene una posizione di forza. Considerando tutti i marchi del gruppo, inclusa Leapmotor, a luglio il gruppo italo-francese ha immatricolato 31.952 vetture (+3,5% rispetto alle 30.862 di luglio 2025), mantenendo una quota di mercato auto stabile al 26%. Il bilancio dei primi sette mesi per Stellantis sale a 322.357 immatricolazioni, con un balzo del 14,5% rispetto alle 281.516 dello stesso periodo del 2025 e una quota di mercato auto che cresce fino al 30,4%.
Per quanto riguarda i singoli brand, Leapmotor ha registrato a luglio 1.124 vetture, segnando un balzo del 203% e ottenendo una quota dello 0,91%. Tra gli altri marchi cinesi, MG Motor del gruppo Saic Motor ha immatricolato 3.696 vetture (-1,39%), mentre Omoda/Jaecoo del gruppo Chery ha collezionato 3.786 immatricolazioni (+168,51%), arrivando a un netto +269% nel progressivo dei primi sette mesi.
Tuttavia, l’exploit più alto tra i gruppi cinesi in espansione lo mette a segno BYD, che rafforza la sua presenza in Italia immatricolando a luglio 4.501 veicoli tra auto e mezzi commerciali leggeri. In particolare, il colosso si conferma leader del mercato delle auto elettrificate con una quota del 22,1%, con oltre 1 ibrido-elettrica su 4 venduta in Italia.
Di contro, dopo la forte crescita di giugno superiore al 70%, Tesla accusa il colpo del rallentamento dell’elettrico e chiude luglio con un pesante -77,02%, scendendo a una quota di mercato dello 0,09%.
Mercato auto a luglio 2026: spunti per i possessori di certificati
Nonostante il rallentamento della crescita del mercato auto, l’attuale struttura del mercato può offrire comunque spunti molto pratici da monitorare per investitori e possessori di certificati.
Ad esempio, la tenuta dei volumi complessivi e il consolidamento di Stellantis sopra il 30% di quota da inizio anno offrono una buona protezione strutturale per i certificati che vedono il gruppo italo-francese tra i sottostanti, allontanando per ora il rischio di intaccare le barriere di protezione.
Tuttavia, la forte volatilità e il pesante calo di Tesla a luglio ricordano l’importanza di verificare la regola del worst-of: se nel paniere è presente il titolo americano, le sue oscillazioni di breve periodo legate alle vendite di auto elettriche potrebbero far avvicinare la quotazione alle barriere o rinviare il pagamento delle cedole.
La cosa migliore da fare in questo momento è controllare la distanza dalla barriera dei titoli in portafoglio, verificare se i certificati prevedono l’effetto memoria sulle cedole non staccate e valutare se mantenere la posizione fino a scadenza per incassare i premi o se riordinare il portafoglio riducendo l’esposizione sui singoli titoli della mobilità puramente elettrica.

