Dopo le recenti evoluzioni che hanno coinvolto Banco BPM, la strada per Intesa Sanpaolo sembra ormai spianata verso il completamento dell’operazione su Monte dei Paschi di Siena.
Un’OPAS da oltre 30 miliardi di euro, che potrebbe prendere il via già entro la fine di quest’anno. E portare, se tutto dovesse procedere senza intoppi, alla nascita di un vero e proprio colosso bancario: una superbanca.
Superbanca Intesa-MPS: verso un gigante finanziario da 1.200 miliardi
Di cosa parliamo quando parliamo di superbanca? Di una realtà i cui volumi potrebbero essere paragonabili a quelli di ING e molto vicini a gruppi del calibro di BNP Paribas, Crédit Agricole o Santander, secondo MF.
A riprova di ciò ci sono diversi dati, come quelli pro forma al 31 dicembre scorso, secondo cui l’eventuale superbanca potrebbe avere attività complessive per 1.192 miliardi di euro, contro i 960 miliardi della sola Intesa. Nonché (a valori 2025) ricavi pro forma aggregati a 34,8 miliardi di euro, sostenuti da un margine di interesse di 19,8 miliardi e un utile netto nell’ordine dei 12 miliardi.
Una buona partenza per questa superbanca. Tuttavia, il piano strategico punta in alto: entro il 2029 i profitti della superbanca dovrebbero superare i 16 miliardi di euro, con un ritorno sul capitale (ROE) superiore al 20%.
A favorire questo obiettivo ci sarebbe una struttura commerciale basata su una rete capillare da oltre 9 mila private banker e consulenti finanziari, circa 3 mila filiali e una piattaforma di corporate e investment banking con ricavi combinati pari a 5,9 miliardi. Più una base clienti complessiva di 27 milioni di utenti, di cui circa 20 milioni in Itali.
Al netto di tutto, però, ancora bisogna capire se ci sarà questa OPAS. Solo così si potrà capire l’effettivo destino di questa superbanca. E anche di MPS.
MPS alle porte dei prossimi trimestrali 2026: le stime
Sarà un mese importante per Rocca Salimbeni: già il 7 agosto la banca presenterà i risultati finanziari del secondo trimestre e del primo semestre 2026, numeri che forniranno indicazioni fondamentali e che potrebbero condizionare le dinamiche dell’intera operazione.
A pochi giorni dall’appuntamento, non pochi analisti hanno mostrato un certo ottimismo sul prossimo trimestrale della banca senese. Tra questi c’è Barclays, che in una recente analisi sostiene che il Monte potrebbe distinguersi nella stagione delle trimestrali nazionali, mettendo a segno la crescita delle commissioni più sostenuta tra tutti gli istituti, complice anche il confronto favorevole con un primo trimestre particolarmente debole.
Dello stesso umore positivo anche gli analisti di Intermonte, che hanno confermato la raccomandazione “buy” con un prezzo obiettivo di 11 euro, prefigurando conti solidi e in linea con la guidance per il 2026, che prevede un utile ante imposte superiore ai 3,50 miliardi di euro.
E così Equita SIM, che mantiene una visione positiva sul titolo (giudizio “buy” e target price a 11,80 euro), attendendosi una trimestrale in continuità con la prima parte dell’anno e pienamente allineata agli obiettivi annuali.
Quali alternative all’OPAS di Intesa su MPS?
Le probabilità che l’offerta di Intesa Sanpaolo vada in porto non sono più tanto basse, anche perché la prospettiva di una fusione alla pari (merger as equal) con Banco BPM appare ormai tramontata, in seguito alla rottura delle trattative voluta dall’istituto milanese per la mancanza di presupposti per un accordo condiviso.
Per Rocca Salimbeni quindi si aprirebbe il dilemma dello smembramento, ossia l’ipotetica cessione degli sportelli a Unipol (e poi a BPER Banca) per dare vita a una nuova entità Monte dei Paschi, come da piano di Intesa. Tale operazione non è per nulla ben vista dall’attuale amministratore delegato di Banca MPS, Luigi Lovaglio, che in un’intervista al New York Times ha criticato l’ipotesi di smembramento.
Ma quale alternative ci potrebbero essere? Allo studio, secondo quanto riportato da Morningstar, si parla ad esempio della distribuzione straordinaria agli azionisti dell’eccesso di capitale (stimato in circa 2,5 miliardi di euro), la valorizzazione della quota detenuta in Generali o la ricerca di un partner bancario gradito per un’operazione di M&A.
Il Financial Times ha inoltre ipotizzato una possibile mossa difensiva: un’acquisizione di Banco BPM da parte di MPS tramite un’offerta carta contro carta, subordinata a un preventivo accordo con Crédit Agricole. Repetita iuvant?
Superbanca Intesa-MPS con OPAS: i consigli per i possessori di certificati
L’operazione lanciata da Intesa Sanpaolo per un valore di 30,60 miliardi di euro prosegue intanto il suo iter ed è attualmente al vaglio delle autorità di vigilanza. A settembre sarà la volta dell’assemblea degli azionisti di Intesa, chiamata ad approvare l’aumento di capitale a servizio dell’operazione, mentre la finestra per le adesioni dovrebbe aprirsi tra novembre e dicembre per chiudersi entro la fine dell’anno.
A prescindere, operazioni societarie di questa portata saranno un bel colpo per investitori e possessori di certificati. Per questo è bene non agire d’impulso e monitorare con attenzione le comunicazioni ufficiali.
È inoltre fondamentale controllare la scheda tecnica dei propri certificati per verificare quali clausole prevedono in caso di “corporate actions” straordinarie e seguire gli avvisi pubblicati dagli emittenti sui relativi siti web nei giorni successivi all’eventualità che l’OPAS venga completata.

