Si riaccende il risiko bancario italiano anche in piena estate, con protagoniste Monte dei Paschi di Siena, diventata il fulcro delle principali strategie di consolidamento del credito nazionale, e UniCredit, di cui si attende l’esito dell’OPS lanciata su Commerzbank, destinato a chiarire il quadro dell’operazione in Germania.
Sono settimane decisive per delineare il futuro degli equilibri bancari italiani ed europei, con operazioni destinate ad avere riflessi non soltanto sulle banche coinvolte, ma anche sugli investitori.
MPS tra l’offerta da 30,6 miliardi e il progetto Banco BPM
Prosegue l’offensiva di Intesa Sanpaolo, che ha compiuto un nuovo passo nell’operazione da 30,6 miliardi di euro con il deposito del documento d’offerta presso la Consob, un passaggio fondamentale che segna l’ingresso nella fase operativa dell’operazione.
L’attenzione del mercato è ora rivolta all’assemblea straordinaria del 10 settembre, appuntamento durante il quale gli azionisti saranno chiamati a esprimersi sull’aumento di capitale necessario per sostenere l’acquisizione.
Nel frattempo, il consiglio di amministrazione di Monte dei Paschi di Siena continua a valutare anche la proposta di aggregazione avanzata da Banco BPM. Sul tavolo restano quindi due opzioni profondamente differenti, entrambe oggetto di un’attenta analisi con il supporto degli advisor della banca senese. Una prima valutazione potrebbe arrivare già nel corso del consiglio previsto per la metà di luglio.
Il ruolo di Mediobanca e il nodo Generali
Continua dunque il risiko bancario per MPS, ma stavolta non c’è il semplice aumento delle dimensioni del gruppo. Con l’integrazione di Mediobanca, infatti, MPS si è trasformata nel perno di un progetto che comprende investment banking, gestione del risparmio, private banking e servizi di consulenza alle imprese.
E soprattutto la partecipazione del 13,3% in Generali, considerata uno dei dossier più delicati dell’intera operazione, nonché uno degli elementi destinati ad attirare l’attenzione delle autorità di vigilanza.
Su questo fronte torna infatti d’attualità il precedente del 2018, quando l’Autorità garante della concorrenza e del mercato stabilì che, nelle condizioni esistenti all’epoca, Mediobanca non esercitava un controllo di fatto su Generali. Un precedente che potrebbe rappresentare un elemento di riferimento anche nelle valutazioni future, pur in un contesto profondamente cambiato rispetto a quello di allora.
Risiko bancario, UniCredit attende l’esito finale dell’OPS su Commerzbank
Parallelamente al risiko bancario, il mercato guarda anche all’operazione internazionale promossa da UniCredit su Commerzbank. Tra pochi giorni sarà infatti reso noto il risultato definitivo dell’OPS lanciata dalla banca guidata da Andrea Orcel.
L’esito è atteso per mercoledì 8, con le indicazioni raccolte sul mercato che convergono verso adesioni complessive intorno al 15%, in crescita rispetto al 12,5% comunicato al termine del periodo ordinario.
Se le adesioni dovessero effettivamente attestarsi attorno al 15%, l’esposizione potenziale complessiva di UniCredit in Commerzbank salirebbe intorno al 58%, sommando la partecipazione già detenuta da Piazza Gae Aulenti, pari al 26,77%, i derivati con consegna fisica, quelli cash settled e le azioni conferite attraverso l’offerta.
Dal punto di vista dei diritti di voto, però, la quota rilevante resterebbe intorno al 45%. Secondo diverse interpretazioni, una partecipazione di questo livello potrebbe già risultare sufficiente per garantire a UniCredit un controllo di fatto della governance, anche considerando la tradizionalmente limitata partecipazione degli azionisti alle assemblee della banca tedesca.
Diverso sarebbe invece il discorso per arrivare a una fusione completa, operazione che richiederebbe una partecipazione vicina al 60% del capitale.
Risiko bancario, la palla passa alla BCE: cosa devono attendersi i possessori di certificati
Con la chiusura dell’OPS si aprirà una finestra temporale di tre-sei mesi dedicata all’esame delle autorizzazioni da parte della Banca Centrale Europea. L’Eurotower dovrà infatti esprimersi sul superamento della soglia del 30% e autorizzare formalmente l’incremento della partecipazione.
Nel frattempo, investitori e possessori di certificati dovranno tenere alta l’attenzione in questa delicata fase del risiko bancario. Operazioni straordinarie come offerte pubbliche di acquisto o di scambio, fusioni e acquisizioni possono infatti incidere sul comportamento dei sottostanti, aumentando la volatilità delle azioni e, di conseguenza, anche quella dei certificati.
Per questo motivo (e anche per altri già raccontati precedentemente) i possessori di certificati su MPS, UniCredit, Banco BPM, Mediobanca, Generali o Commerzbank dovrebbero monitorare con attenzione le comunicazioni dell’emittente del proprio certificato e verificare eventuali avvisi relativi agli aggiustamenti tecnici.
In presenza di operazioni straordinarie di ampia portata, è inoltre opportuno valutare come le nuove dinamiche di mercato possano influire sulla probabilità di raggiungimento delle barriere, sul pagamento delle cedole e, più in generale, sul profilo di rischio del proprio investimento.

