PMI Eurozona in ripresa a inizi 2026: segnali positivi da manifatturiero e servizi

Novità incoraggianti dal settore manifatturiero: l’ultimo report di S&P Global sul PMI Eurozona evidenzia segnali di ripresa per l’industria europea, mentre il comparto dei servizi si consolida, suggerendo un avvio del 2026 più stabile per l’economia dell’area dell’euro.

Permane però una certa dinamica a doppia velocità tra i Paesi europei, con Germania e Francia che mostrano andamenti divergenti, confermando condizioni economiche differenti all’interno dell’area.

PMI Eurozona, manifatturiero e servizi in crescita a inizio 2026

Secondo le stime preliminari di S&P Global, a febbraio l’indice PMI Eurozona nel manifatturiero è salito a 50,8 punti dai precedenti 49,5, superando per la prima volta in sei mesi la soglia di non cambiamento di 50. Anche il settore dei servizi mostra segnali di rafforzamento, con il PMI Eurozona che passa da 51,6 a 51,8 punti, portando il PMI Eurozona composito a 51,9 punti dai 51,3 di gennaio. L’indice registra così quattordici mesi consecutivi sopra la soglia di 50, segnando un lieve aumento dell’attività economica del settore privato dell’area euro.

A rendere ancora più positivo lo scenario relativo al PMI manifatturiero dell’Eurozona, sottolinea S&P Global, per la prima volta in oltre tre anni e mezzo “le aziende hanno aumentato la loro attività di acquisto, ma solo marginalmente“. Le scorte, tuttavia, continuano a ridursi, pur al ritmo più lento da 37 mesi di declino consecutivo.

A sua volta, nonostante l’incremento dell’attività, le aziende dell’eurozona restano caute sul fronte occupazionale. A febbraio l’occupazione è marginalmente calata per il secondo mese consecutivo: nel manifatturiero si registrano riduzioni di organico, mentre nel terziario il numero di dipendenti è rimasto invariato, interrompendo così una sequenza di creazione di posti di lavoro che durava cinque anni consecutivi.

Per quanto riguarda i prezzi di acquisto, essi hanno subito un forte aumento a febbraio, con un tasso di inflazione che raggiunge il valore più rapido degli ultimi 34 mesi, identico a quello registrato nello stesso periodo dello scorso anno. Secondo S&P Global, l’accelerazione “è trainata dal manifatturiero, dove i costi hanno registrato il rialzo più veloce da dicembre 2022, mentre nel settore terziario l’aumento dei prezzi è stato più contenuto rispetto a gennaio“.

Guardando alle aspettative future, nonostante un leggero calo della fiducia rispetto a gennaio, il dato sull’ottimismo rimane il secondo più alto negli ultimi 21 mesi. A metà del primo quadrimestre del 2026, le previsioni per il manifatturiero hanno raggiunto i livelli più elevati degli ultimi quattro anni, riflettendo una performance migliorata. Il settore dei servizi mostra invece un lieve calo di fiducia rispetto a gennaio, pur mantenendo aspettative positive per un aumento dell’attività economica nei prossimi 12 mesi.

Eurozona, la Germania guida la ripresa con crescita di manifatturiero e servizi

Andando a vedere le due economie chiave del report sul PMI Eurozona, la Germania registra un significativo miglioramento del PMI manifatturiero, salito a 50,7 punti da 49,1, sopra le attese di 49,6, mentre il PMI dei servizi cresce a 53,4 punti rispetto ai 52,4 precedenti, superando le previsioni di consenso. A febbraio, l’HCOB Flash Germany Composite PMI Output ha raggiunto 53,1, in aumento rispetto a 52,1 di gennaio, segnando il livello più alto dallo scorso ottobre.

Con l’ultima rilevazione, la crescita dell’attività nel settore privato tedesco ha raggiunto il massimo degli ultimi quattro mesi, grazie a performance positive sia nel manifatturiero sia nei servizi. In particolare, la ripresa è stata sostenuta “da una domanda più forte di beni e servizi, con l’afflusso di nuovi posti di lavoro in aumento per la quarta volta negli ultimi cinque mesi“, riporta S&P Global.

Sul fronte dei prezzi, i dati più recenti mostrano il più forte aumento dei costi di input degli ultimi tre anni, registrato a metà del primo trimestre. Questo ha determinato un solido, seppur leggermente più contenuto, aumento dei prezzi medi applicati a beni e servizi, “con il tasso di inflazione in lieve calo rispetto al picco di gennaio, massimo degli ultimi 23 mesi“.

Per quanto riguarda le aspettative future, il sondaggio flash di febbraio evidenzia un incremento delle aspettative delle aziende per l’attività dei prossimi 12 mesi: un aumento della fiducia che risulta guidato dal manifatturiero, dove l’ottimismo è il più forte degli ultimi quattro anni, mentre il sentiment del settore terziario è rimasto stabile rispetto a gennaio.

Eurozona, la Francia rallenta nel PMI manifatturiero: le cause

Situazione diversa per la Francia, il cui PMI manifatturiero è sceso a 49,9 punti dai 51,2 precedenti, risultando inferiore al consensus di 50,9, mentre il PMI dei servizi è salito a 49,6 punti rispetto a 48,4, leggermente sotto le attese di 49,1. Avvicinandosi alla soglia neutrale di 50, l’indicatore di attività segnala una stagnazione dell’economia del settore privato a metà del primo trimestre 2026, con solo un superamento della soglia di invarianza negli ultimi 18 mesi.

Secondo S&P Global, l’economia francese continua a mostrare una crescita debole, con l’attività imprenditoriale rimasta sostanzialmente invariata dall’inizio dell’anno. A pesare sulla performance economica è stata “un’ulteriore riduzione dei nuovi afflussi di imprese, che si sono ridotti per il terzo mese consecutivo e a un ritmo che è stato il più rapido da luglio scorso“, mentre le esportazioni hanno ulteriormente frenato l’attività. Anche l’occupazione ha registrato stagnazione, interrompendo la sequenza di mesi precedenti caratterizzati da espansione.

Sul fronte dei prezzi, beni e servizi hanno visto variazioni marginali, mentre il tasso di inflazione dei costi di input è sceso al minimo degli ultimi quattro mesi, riflettendo pressioni sui costi più contenute rispetto ai mesi precedenti.

Chiudendo con la questione delle aspettative future, in Francia le imprese del settore privato continuano a prevedere un aumento dei livelli di attività nell’anno a venire: pur mostrando un calo di fiducia rispetto a gennaio, il sentiment positivo resta ben al di sopra della media del 2025, sostenuto dalle aspettative di ripresa della domanda sia interna sia internazionale.

Eurozona, PMI verso il punto di svolta: un’occasione per i possessori di certificati

A chiusura del report, Cyrus de la Rubia, Chief Economist di Hamburg Commercial Bank, ha commentato che, sebbene possa essere prematuro definirlo tale, l’aumento generale del PMI Eurozona a livelli di crescita potrebbe rappresentare un punto di svolta per il manifatturiero. “Da giugno 2022 questa tendenza si è verificata solo una volta, ad agosto scorso, ma ora le basi per una crescita più solida sembrano leggermente migliorate. Nel complesso, il settore manifatturiero sembra sulla giusta rotta e quest’anno potrebbe contribuire alla crescita complessiva invece che frenare l’economia”.

Insomma, un buon scenario per investitori e possessori di certificati. Anzi, proprio questi ultimi potrebbero ottenere dalla ripresa del manifatturiero (in particolare in Germania) e dal consolidamento dei servizi una maggiore stabilità o un potenziale apprezzamento dei sottostanti industriali. Ma per lo più sui certificati legati a indici o aziende tedesche: la stagnazione in Francia lascia prevedere invece un impatto più contenuto sui prodotti esposti al mercato francese.

Inoltre, va considerata la volatilità legata ai prezzi e all’inflazione: l’aumento dei costi di input comporta infatti maggiore volatilità per chi detiene certificati short o a leva su settori industriali. Rimane comunque il lato positivo: l’ottimismo futuro nel manifatturiero, ancora elevato, aumenta la probabilità di raggiungere obiettivi legati a performance o bonus condizionati.

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