Enel, Eni e Poste Italiane: i colossi (e titoli) italiani che continuano a brillare nel 2026

Tre titoli sotto i riflettori: Enel, Eni e Poste Italiane. Veri e propri “sempreverde” per investitori e possessori di certificati, che hanno registrato sia nei recenti trimestrali sia in Borsa performance di rilievo, accompagnate da dividendi generosi per gli azionisti.

In attesa della pubblicazione dei dati preliminari sui loro bilanci 2025, facciamo il punto finanziario sugli ultimi risultati dei tre colossi industriali italiani.

Enel: stabilità e crescita nel 2025 (e anche nel triennio 2026-2028)

Partendo da Enel, l’unico tra i tre che ha pubblicato al momento i primi dati sul 2025, il colosso energetico chiude il 2025 con risultati preliminari in crescita.

I ricavi si attestano a 80,4 miliardi di euro, in aumento di 1,5 miliardi rispetto ai 78,9 miliardi del 2024, segnando una crescita del 1,9%. A sua volta, il margine operativo lordo ordinario (EBITDA ordinario) raggiunge 22,9 miliardi di euro, in rialzo di 0,5 miliardi rispetto all’anno precedente, mentre l’utile netto ordinario del Gruppo per il 2025 è atteso lievemente superiore alla parte alta della guidance, fissata tra 6,7 e 6,9 miliardi di euro.

Guardando al nuovo triennio 2026-2028, il business plan recentemente approvato dal CdA di Enel prevede una crescita dell’utile per azione del 18%, passando dai 0,69 euro attesi a fine 2025 fino a un massimo di 0,82 euro per azione. Il piano di Enel punta a raggiungere un EBITDA cumulato di 74 miliardi nel triennio, equivalenti a circa 24 miliardi all’anno, in aumento rispetto ai 22,9 miliardi stimati per il 2025. Oltre a ciò, viene annunciata la cedola relativa all’esercizio 2025, che sarà pari a 0,49 euro per azione rispetto a un dividendo 2024 di 0,47 euro per azione.

Eni: utili in crescita e programmi di buyback rafforzati

Passando a Eni, in attesa dei risultati completi in arrivo il 26 febbraio, l’ultimo trimestrale conferma performance solide. Il terzo trimestre registra un utile netto in aumento del 54%, pari a 803 milioni di euro, mentre nei primi nove mesi dell’anno l’utile netto raggiunge 2,518 miliardi, con un incremento del 5%. Positivi anche i dati sul flusso di cassa operativo adjusted, cresciuto del 14% a 3,3 miliardi di euro, superando nettamente gli investimenti, fermi a 2 miliardi. Rilevanti anche le novità su buyback e dividendi: Eni ha aggiornato al rialzo il programma di riacquisto di azioni proprie per il 2025, portandolo a 1,8 miliardi di euro, e ha incrementato il dividendo del 5%, a 1,05 euro per azione.

Guardando al consensus degli analisti per Eni sul 2025, le attese confermano prospettive solide anche per l’ultimo trimestre: l’utile operativo adjusted proforma è stimato intorno a 2,57 miliardi di euro, mentre l’utile netto adjusted dovrebbe raggiungere circa 0,96 miliardi. Il flusso di cassa operativo ante capitale circolante è previsto a 2,77 miliardi, a conferma della capacità del gruppo di generare liquidità significativa.

Buone anche le prospettive a livello di rating, con Erste Group che conferma la copertura di Eni con rating buy, prevedendo un aumento dei dividendi e la prosecuzione dei programmi di riacquisto di azioni proprie per il 2026. Mentre gli analisti di Simply Wall stimano per i prossimi tre anni una crescita annua degli utili del 13,3%, dei ricavi dell’1,7%, un incremento dell’EPS del 15,9% e un ritorno sul capitale proprio del 9,7%.

Poste Italiane: risultati record e prospettive ottimistiche

Per quanto riguarda Poste Italiane, in attesa dei risultati complessivi in arrivo il 25 febbraio, ricordiamo che il gruppo ha chiuso i primi nove mesi dell’anno con risultati record: tra gennaio e settembre i ricavi hanno raggiunto 9,6 miliardi di euro, in crescita del 4,5% su base annua. L’EBIT adjusted è salito a 2,5 miliardi (+10,5%), mentre l’utile netto ha toccato 1,8 miliardi, in aumento dell’11,2%. Anche il terzo trimestre ha confermato il trend positivo, con ricavi pari a 3,2 miliardi, un EBIT adjusted di 856 milioni e un utile netto di 603 milioni.

Da segnalare inoltre l’acconto record di 0,40 euro per azione erogato a novembre 2025, pari a 518 milioni di euro totali, in aumento del 21% rispetto all’anno precedente. Il prossimo appuntamento con Poste Italiane è fissato il 24 giugno 2026, con lo stacco del saldo dividendo relativo all’esercizio 2025.

Ora l’attenzione è rivolta ai dati completi del 2025. Le attese sono ottimali, supportate non solo dalle analisi di Citi e BofA, ma anche dall’ultimo rating di UBS, che conferma la raccomandazione “buy” su Poste Italiane e porta il prezzo obiettivo a 25,10 euro dai precedenti 22,70 euro. Per il 2026, UBS stima una crescita dei ricavi di circa il 3% su base annua, con il quarto trimestre previsto in aumento del 7% su base trimestrale e dell’1% su base annua, grazie al contributo crescente di posta e pacchi.

Enel, Eni e Poste Italiane: titoli ideali per i possessori di certificati

Come visto, tutte e tre le realtà godono di ottima salute e grande visibilità agli occhi di analisti e banche d’investimento. Non sorprende, quindi, che questi titoli abbiano registrato una crescita costante in Borsa nel corso degli anni: chi ha acquistato Poste Italiane il giorno della quotazione, nell’ottobre 2015, ha oggi un rendimento annuo del 19,3% (dividendi non reinvestiti); chi aveva puntato su Eni nel 1995 ha incassato un rendimento annuo dell’11,38%; chi è entrato su Enel alla privatizzazione del 1999 ha ottenuto il 5,85% annuo.

Insomma, dei titoli ideali per investitori e possessori di certificati. In particolare per questi ultimi, dal momento che tutta questa solidità finanziaria e visibilità sugli utili si traduce in maggiore sicurezza e prevedibilità dei flussi di rendimento. Da aggiungere anche i dividendi generosi e in crescita, che offrono una componente stabile del ritorno complessivo; più i rating “buy” e le conferme degli analisti, che aumentano le probabilità che i certificati mantengano premi e prezzi coerenti con le attese.

In sostanza, Enel, Eni e Poste Italiane sono tre titoli ideali sia per chi cerca reddito periodico sia per chi punta a guadagni legati alla crescita di lungo periodo.

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