S&P promuove Banco BPM: rating a BBB+ e occhi puntati sul risiko bancario

Momento brillante per Banco BPM: l’agenzia S&P Global ha  rivisto al rialzo il rating di credito a lungo termine dell’istituto di Piazza Media, portandolo da BBB con prospettive favorevoli a BBB+, e mantenendo un giudizio positivo anche per il futuro.

Una promozione importante per la banca guidata dall’amministratore delegato Giuseppe Castagna, impegnata in un ruolo di primo piano nell’ultimo capitolo del risiko bancario.

Promozione a pieni voti per Banco BPM: S&P premia l’integrazione di Anima e la redditività

Tripla, anzi quadrupla promozione per Banco BPM: oltre al rating creditizio, anche la valutazione sul rischio di controparte nelle procedure di risoluzione (resolution counterparty) è salita, da BBB+ ad A-1 e al . E così lo stand-alone credit profile (SACP), alzato di un gradino da BBB- a BBB, mentre il rating sul debito di breve termine (ICR) è stato confermato a A-2.

Con questo passaggio, la totalità delle valutazioni assegnate dalle principali agenzie che coprono il gruppo si attesta ormai nella fascia più alta della categoria BBB.

A spingere verso l’alto i giudizi degli analisti sono stati i progressi sul fronte patrimoniale. A detta di S&P Global, la banca è riuscita a ripristinare pienamente la propria capitalizzazione corretta per il rischio (capital risk adjusted), “precedentemente compromessa dall’acquisizione di liquidità di Anima nel 2024, a livelli più coerenti con quelli di altre società italiane“.

L’integrazione della società di gestione del risparmio viene giudicata un successo che ha trasformato l’istituto di Piazza Meda in uno dei maggiori riferimenti italiani del settore, “con circa €220 miliardi di asset in gestione“.

Un assetto che permette alla struttura di essere già “sulla buona strada per superare potenzialmente gli obiettivi del piano aziendale per il 2027“.

Banco BPM, come sarà il futuro di Piazza Meda secondo S&P Global

E ora alcune previsioni per il futuro: secondo S&P Global, l’indice di capitale ponderato per il rischio (RAC) di Banco BPM destinato a rimanere sopra la soglia del 7%, a fronte dell’8% stimato a fine 2025. “Ci aspettiamo una modesta riduzione nei prossimi due anni a causa della crescente distribuzione del capitale agli azionisti e di una graduale riduzione delle garanzie sui prestiti da parte del governo italiano“.

Sul piano dei risultati operativi, le stime indicano per il periodo tra il 2027 e il 2028 un utile netto compreso tra 2,0 e 2,2 miliardi di euro, “con un rendimento del capitale proprio superiore al 15%, superiore al costo del capitale proprio della banca e superiore alla media delle prime 100 banche europee“.

Non mancano tuttavia le indicazioni sulle condizioni che potrebbero provocare un’inversione di tendenza. Un eventuale peggioramento del giudizio verrebbe preso in considerazione qualora la capacità di assorbimento delle perdite scendesse stabilmente al di sotto del 3,5% degli attivi ponderati per il rischio, o di fronte a “un significativo deterioramento della qualità degli asset e delle riserve di capitale della banca“.

Banco BPM, lo sprint di S&P prima della resa dei conti su MPS

Nel complessivo, si tratta di un bel finale di settembre per Banco BPM, il che le permette di poter iniziare il mese di ottobre con uno sprint in più, visto quello che accadrà a fine mese: il 29 ottobre si terrà l’assemblea degli azionisti del Monte dei Paschi di Siena per esprimersi sull’offerta pubblica di scambio.

Proprio tale esito sta è al centro dei pensieri di Crédit Agricole, principale azionista di Banco BPM con una quota vicina al 29,3%. Secondo quanto riferito da Bloomberg, la banca francese guidata da Olivier Gavalda starebbe aspettando proprio l’assemblea per vedere come muoversi al meglio sulla sua partecipata.

Anche perché la Banque Verde giudica l’acquisizione di Banco BPM uno scenario non favorevole. Lo stesso Gavalda considera un’eventuale operazione tra MPS e Banco BPM come un esito negativo, ma un’offerta concorrente incontrerebbe ostacoli sia politici che finanziari, riferisce Bloomberg.

Per questo i vertici francesi starebbero valutando diverse opzioni strategiche insieme ai propri consulenti. E dunque di non affrettare i tempi e di attendere le decisioni dei soci di MPS sull’operazione sostenuta dall’amministratore delegato Luigi Lovaglio.

Da S&P la svolta sul rating di Banco BPM: buone notizie per i possessori di certificati

Segnali rassicuranti per investitori e possessori di certificati emessi da Banco BPM: la revisione al rialzo riduce infatti il rischio di credito dell’emittente, e a sua volta un merito di credito più alto tende a stabilizzare la quotazione dei certificati sul mercato secondario nei momenti di tensione finanziaria generale, poiché lo spread di credito dell’emittente si riduce.

Bene anche per i certificati che hanno Banco BPM come sottostante: la combinazione tra risultati economici solidi, crescita del risparmio gestito e il ruolo centrale della banca nei movimenti del settore bancario offre un quadro di fondo favorevole alle prospettive del titolo.

Detto ciò, meglio mantenere il titolo in portafoglio se risponde ai propri obiettivi, e al limite monitorare le scadenze e le barriere dei prodotti posseduti. In questa fase, però conviene soprattutto seguire gli sviluppi legati all’assemblea di fine ottobre per valutare eventuali picchi di volatilità che potrebbero creare opportunità di trading o di riposizionamento.

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