UniCredit e la scalata a Commerzbank: in arrivo la mossa finale per il controllo?

UniCredit sembra pronta a dare una sterzata decisiva alla partita per il controllo di Commerzbank, puntando direttamente a un cambio al vertice della governance tedesca. Nuove indiscrezioni rilevano che l’amministrtore delegato dell’istituto milanese, Andrea Orcel, starebbe definendo una strategia per assumere la guida operativa e incidere sugli assetti societari del gruppo.

Resta da capire se la dirigenza tedesca e il Governo di Berlino (principale azionista dopo UniCredit) riusciranno ad arginare l’avanzata di Piazza Gae Aulenti o se dovranno cedere il passo.

Commerzbank, l’affondo di Piazza Gae Aulenti per ribaltare il Consiglio di Sorveglianza

A rivelare i dettagli di questa manovra è il Financial Times, secondo cui UniCredit intende convocare un’assemblea straordinaria degli azionisti non appena arriveranno le necessarie autorizzazioni regolamentari.

Come abbiamo già raccontato prima, la banca italiana è arrivata a detenere una partecipazione vicina al 50% del capitale. Si tratta di una quota decisiva, in grado di garantire il controllo delle delibere assembleari una volta ottenuto il benestare della vigilanza.

Il completamento dell’iter autorizzativo rappresenta infatti l’ultimo passaggio formale prima dell’accelerazione finale. Ottenuto il via libera dalle autorità competenti, secondo FT, UniCredit porterà il dossier direttamente al voto dei soci, con una tabella di marcia che punta ad acquisire il controllo effettivo entro la fine di febbraio.

L’obiettivo finale sarebbe la sostituzione della metà dei venti rappresentanti degli azionisti all’interno del consiglio di sorveglianza di Commerzbank. Rinnovare integralmente questa componente permetterebbe a UniCredit di conquistare la maggioranza de facto dell’organo di supervisione, ottenendo così la leva decisiva sulle scelte strategiche dell’istituto tedesco.

In fondo Orcel gliel’aveva promessa. Già lo scorso luglio, il manager aveva chiarito l’intenzione di far adottare a Commerzbank la linea strategica tracciata da UniCredit fin dai primi mesi del nuovo anno, avvertendo che in assenza di sintonia avrebbe fatto valere la forza della sua quota azionaria per rinnovare i vertici.

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Questa accelerazione segnerebbe il passaggio più netto dall’inizio dell’operazione, avviata circa due anni fa e caratterizzata fin da subito da forti tensioni con le istituzioni tedesche (basti pensare alle affermazioni di mesi fa del Ministro delle Finanze Lars Klingbeil).

Il dialogo con l’esecutivo tedesco resta comunque un passaggio obbligato. La Germania conserva infatti una partecipazione del 13,3% in Commerzbank, una quota significativa considerato anche che per un eventuale delisting del titolo servirebbe il consenso del 90% del capitale.

In seguito all’assunzione del controllo di fatto da parte italiana, riferisce Reuters, gli atteggiamenti iniziali di netta chiusura di Berlino e della dirigenza di Commerzbank si sono via via ammorbiditi, aprendo la strada a una trattativa sui termini complessivi dell’operazione.

Non mancano ovviamente le richieste da parte del Governo: tipo preservare la quotazione in borsa di Commerzbank, mantenerne la sede storica a Francoforte e garantire la continuità nel supporto finanziario alle medie imprese del Paese.

Resta aperto anche il nodo legato alla presenza nel consiglio di sorveglianza dei due esponenti nominati dal governo ai tempi del salvataggio pubblico del 2009, una presenza che UniCredit preferirebbe superare.

E mentre i due discutono, Bettina Orlopp continua con i suoi piani, in particolare con la fase zero: la possibile integrazione della HypoVereinsbank, controllata tedesca di UniCredit, con Commerzbank. Una delle tante opzioni sul tavolo, secondo la manager.

Dossier Unicredit-Commerzbank verso la svolta: cosa comporta per i possessori di certificati

La convocazione dell’assemblea straordinaria non rappresenta però il vero punto di svolta. Il quadro definitivo dipenderà anche dall’esito dei passaggi regolamentari europei e dalle evoluzioni politiche a Berlino.

Se questa sequenza di eventi dovesse trovare conferme concrete nei tempi previsti, i primi mesi dell’anno potrebbero sancire la conclusione di una delle contese bancarie più rilevanti e dibattute del risiko bancario continentale.

Nel frattempo, investitori e possessori di certificati dovrebbero stare in campana. Queste fasi di incertezza potrebbero amplificare la volatilità dei prezzi di borsa dei due titoli UniCredit e Commerzbank, il che renderebbe i prezzi dei certificati più oscillanti anche se la barriera del capitale non è stata ancora intaccata.

Conviene dunque per il momento verificare la distanza dalla barriera: chi ha certificati a capitale condizionatamente protetto, dovrebbe monitorare quanto i prezzi attuali di UniCredit e Commerzbank siano distanti dai rispettivi livelli di barriera. Sconsigliamo a prescindere vendite impulsive dettate dalle oscillazioni di breve termine sul mercato secondario, a meno che la propria strategia di gestione del rischio non imponga una riduzione dell’esposizione sul settore bancario europeo.

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