Borse europee 2 Ottobre.
Apertura di seduta in territorio positivo, cercando il riscatto dopo una sessione di vendite che ha lasciato segni profondi su Piazza Affari e sugli altri listini del Vecchio Continente. La cautela resta però la cifra dominante: gli investitori sono alle prese con un contesto di volatilità diffusa su energia, valute e titoli di Stato, e preferiscono muoversi con prudenza in attesa dell’appuntamento macroeconomico più atteso della settimana.
Prova di rimbalzo dopo il rosso della prima giornata di ottobre
La giornata precedente era stata pesante: il Ftse Mib aveva ceduto oltre il 2%, trascinato dal rialzo dell’inflazione italiana e da un’impennata dello spread Btp/Bund, arrivato fino a 118 punti, con il rendimento del decennale italiano salito al 4,71%. Anche gli altri listini avevano chiuso in rosso, da Parigi a Londra fino a Francoforte. Stamattina il quadro si ribalta, almeno nelle intenzioni: l’indice Euro Stoxx 50 apre in rialzo dello 0,2%, in linea con il Ftse Mib, mentre Dax, Ibex 35 e Cac 40 mostrano variazioni positive comprese tra lo 0,15% e lo 0,32%.
Il sollievo resta però parziale. Lo spread tra Btp e Bund, lungi dal rientrare, ha proseguito la sua corsa fino a toccare i 126 punti, con il Btp decennale che sfonda la soglia del 4,7%, salendo al 4,73%. Un segnale che la tensione sui titoli di Stato non si è ancora esaurita, nonostante il recupero degli indici azionari.
Il nodo dei dati sull’occupazione Usa
Il vero catalizzatore della giornata resta la pubblicazione del rapporto sull’occupazione americana, l’indicatore chiave per capire le prossime mosse della Federal Reserve. Dopo mesi segnati dallo shutdown governativo, che ha ritardato e in parte compromesso la pubblicazione di diversi dati statistici ufficiali, il mercato guarda con particolare attenzione al tasso di disoccupazione e alla crescita dei salari, variabili che la Fed considera centrali per calibrare la propria politica monetaria. I dettagli sul calendario delle rilevazioni sono consultabili sul sito ufficiale del Bureau of Labor Statistics, l’ente che elabora il report.
Con il raffreddamento dell’inflazione e i segnali di apertura arrivati dai vertici della banca centrale statunitense, le attese di mercato per un’imminente stretta sui tassi sono nettamente rientrate rispetto a poche settimane fa. Diversi gestori hanno peraltro ridotto l’esposizione ai titoli di Stato francesi, preferendo dirottare liquidità verso i Bund tedeschi: un segnale che il rischio percepito sul debito di Parigi resta elevato, come approfondito nel nostro articolo su record di emissioni e conti in peggioramento in Francia.
Cosa osservare nei prossimi giorni
A nostro avviso, questo rimbalzo in apertura (news chiusa in redazione alle ore 10:00 circa) delle borse europee va letto più come un assestamento tecnico che come un’inversione di tendenza strutturale: lo spread sopra i 120 punti racconta di un mercato obbligazionario italiano ancora nervoso, e la direzione dei prossimi giorni dipenderà in larga parte da come la Fed interpreterà i dati sul lavoro, specie dopo le distorsioni statistiche lasciate in eredità dallo shutdown. Chi investe dovrebbe guardare non solo alla reazione di breve periodo degli indici azionari, ma anche all’evoluzione dei rendimenti sovrani in Europa, terreno su cui si gioca la vera partita della stabilità finanziaria del Vecchio Continente nei prossimi mesi, come emerge anche dal nostro approfondimento sui bond Usa ed Europa sotto pressione.