Il caso Ferrari Luce sembra ormai un lontano ricordo, o persino una polemica del tutto futile, se guardiamo agli ultimi dati sulla clientela. La prima vettura full electric del Cavallino Rampante ha infatti già raggiunto l’obiettivo di vendite fissato per l’intero 2026 in appena due mesi dal lancio.
Un risultato decisamente positivo, a cui si aggiungono i nuovi dati trimestrali della Casa di Maranello, che confermano le ottime previsioni della vigilia.
Il riscatto della Ferrari Luce: vendute già a inizio luglio
Quando è stata presentata a maggio, la nuova Ferrari Luce aveva sollevato un’ondata di critiche severe, con molti che hanno giudicato negativamente lo stile non convenzionale della Luce, arrivando a paragonarne il design a quello di modelli di massa decisamente più economici. Anche i mercati finanziari avevano reagito male nell’immediato, con il titolo quotato a Milano che aveva perso oltre l’8% nella prima seduta dopo il lancio.
Oggi però molti dovranno ricredersi. Come riporta il Financial Times, l’obiettivo iniziale di Ferrari era consegnare poco meno di 500 esemplari della Luce entro la fine dell’anno. Secondo fonti vicino al dossier, il target ampiamente centrato già all’inizio di luglio grazie soprattutto a una forte spinta arrivata dalla Cina.
Per il lungo termine, la società mira a vendere circa 2.500 Ferrari Luce entro il 2030, pari a una media di 600 vetture all’anno. Questa quota rappresenterebbe circa il 5% del fatturato totale del gruppo, un traguardo ritenuto assolutamente a portata di mano dagli esperti.
Tra l’altro, l’analista di Jefferies James Grzinic ha evidenziato in una nota ai clienti come Ferrari sia in un’ottima posizione per intercettare la nuova ricchezza generata dal boom delle aziende tecnologiche legate all’intelligenza artificiale.
Ferrari Luce abbatte i dubbi e fa volare i conti del trimestre
Si prospetta quindi un lieto fine per la vicenda della Ferrari Luce, che rischiava di pesare negativamente sui prossimi conti aziendali.
Al contrario, come comunicato da Maranello, il secondo trimestre del 2026 si è chiuso con ottimi risultati: i ricavi netti si attestano a 1,94 miliardi di euro (in crescita dell’8% rispetto all’anno precedente), registrando un utile netto pari a 463 milioni di euro (+9%) e un EBIT di 605 milioni con un margine del 31,2%, a conferma della solida marginalità del gruppo e dell’efficacia delle strategie di crescita.
I risultati finanziari sono arrivati a superare le stime preliminari elaborate dal mercato. Gli analisti di Mediobanca, ad esempio, ipotizzavano ricavi inferiori, fermi a 1,87 miliardi di euro, un EBIT stimato a 570 milioni e un EBITDA di 730 milioni. Anche il margine operativo del 31,2% si è dimostrato migliore delle attese, superando il consenso che nelle settimane precedenti aveva registrato solo lievi aggiustamenti al rialzo.
Novità anche sul fronte della guidance, in netto miglioramento per l’intero 2026. Il Cavallino Rampante ha rivisto al rialzo le proprie stime annuali, portando l’obiettivo dei ricavi a circa 7,6 miliardi di euro rispetto ai 7,5 miliardi previsti in precedenza. L’EBIT atteso sale ad almeno 2,26 miliardi di euro (contro i 2,22 miliardi stimati in origine), mentre l’utile per azione rettificato è proiettato ad almeno 9,68 euro, incrementando la precedente stima di 9,45 euro. Vengono invece confermati i target relativi alla marginalità, con un margine EBIT confermato sopra il 29,5% e un margine EBITDA pari o superiore al 39%.
Effetto Ferrari Luce sui conti: buone prospettive per i possessori di certificati
Molti investitori e possessori di certificati d’investimento potranno ora tirare un sospiro di sollievo per quanto riguarda il titolo Ferrari. L’ottima accoglienza del mercato verso Ferrari Luce e la tenuta dei conti vanno infatti a ridurre drasticamente la probabilità che il titolo subisca forti ribassi come accaduto mesi addietro, allontanando così la minaccia di intaccare le barriere di protezione del capitale.
A ciò si aggiungono i risultati del primo semestrale 2026, che vanno ad aumentare la solidità della Casa di Maranello, e dunque la stabilità della struttura del certificato.
Chi possiede questi strumenti oggi può dunque stare piuttosto tranquillo: qui la scelta migliore è mantenere la posizione in portafoglio, continuando a monitorare la tenuta dei livelli chiave ai momenti di rilevazione senza farsi prendere da timori ingiustificati, dato che i fondamentali della . società restano molto solidi.