Nvidia punta al primato assoluto: verso il muro dei 6.000 miliardi di capitalizzazione

Nvidia sta spingendo sull’acceleratore per riprendersi lo scettro di azienda con la maggiore capitalizzazione di mercato al mondo, un traguardo che potrebbe agganciare già entro la fine di quest’anno grazie al rally delle proprie azioni.

Nel frattempo, valutando vantaggi e rischi, gli investitori sono tornati a scommettere con decisione sul gruppo di Santa Clara.

Nvidia si avvicina a quota 6.000 miliardi di capitalizzazione

Da inizio anno il titolo ha messo a segno un balzo del 28%, un incremento che equivale ad aggiungere 1.200 miliardi di dollari di valore aziendale, portando la capitalizzazione a un passo dai 5.800 miliardi.

Un andamento decisamente impressionante, se si considera che alla fine di marzo il titolo si trovava in calo dell’11% rispetto ai livelli di inizio anno.

Tutto ciò ha resto inoltre il titolo Nvidia il motore principale della crescita registrata dall’indice S&P 500 nel 2026, pari al 14%. Nonché l’azienda prossima a raggiungere il tetto di 6.000 miliardi di capitalizzazione.

Non sarebbe la prima volta che il colosso tech superi un tetto del genere. Già a luglio dell’anno passato era Nvidia la prima a superare la soglia dei 4.000 miliardi, e così a ottobre quella dei 5.000 miliardi.

Maxi buyback da 150 miliardi: la mossa della cassa record

A riaccendere l’entusiasmo dei mercati, secondo Bloomberg, ha contribuito la decisione della società di autorizzare ulteriori 150 miliardi di dollari destinati al piano di riacquisto di azioni proprie (buyback). Una mossa praticamente unica tra le Big Tech, che tendono a concentrare le proprie risorse di cassa quasi esclusivamente sugli investimenti in infrastrutture per l’IA, ad eccezione di Apple.

Però Nvidia se lo può permettere, a detta di Jim Awad, senior managing director di Clearstead Advisors: la società genera così tanta cassa e cresce a ritmi talmente rapidi da avere più liquidità di quanta ne possa impiegare direttamente. “Rimane all’avanguardia di una rivoluzione dell’intelligenza artificiale che non accenna a placarsi e la domanda che sta riscontrando sembra insensibile all’aumento dei tassi, il che accresce la fiducia nella sostenibilità”, ha affermato.

Nonostante questa performance eccezionale, il titolo Nvidia registra un passo più lento rispetto all’intero comparto dei semiconduttori. L’indice Philly Semiconductor ha infatti incassato un progresso dell’86% nel 2026, trascinato da aziende come Micron Technology, Marvell Technology e Intel, i cui titoli sono saliti di oltre il 200%, pur muovendosi al di sotto dei massimi storici toccati nei mesi scorsi.

Tra rifugio sicuro e febbre da chip: la rincorsa sull’indice di settore

Il recupero di Nvidia appare ancora più significativo se si pensa al clima di incertezza di inizio primavera. Verso la fine di marzo, infatti, i dubbi degli investitori sugli enormi capitali spesi in infrastrutture di intelligenza artificiale avevano spinto le quotazioni verso il basso dell’11%.

Da quel momento la percezione del mercato è cambiata radicalmente, spostando l’attenzione dai dubbi finanziari verso questioni più generali sui potenziali rischi legati allo sviluppo dell’IA.

In parallelo, come evidenziato da Bloomberg, i timori sull’inflazione e la prospettiva di un irrigidimento della politica monetaria da parte della Federal Reserve hanno trasformato le grandi aziende tech ad altissima capitalizzazione in veri e propri beni rifugio, come sostiene anche Larry Tentarelli di Blue Chip Daily.

“Man mano che si materializzano i timori di un aumento dei tassi, il denaro inizia a spostarsi verso questi titoli tecnologici megacap perché sono un po’ più resistenti agli aumenti dei tassi”, ha affermato Tentarelli.

Nvidia in rally: per i possessori di certificati basta solo aspettare

È praticamente Natale per investitori e possessori di certificati con sottostante Nvidia. Con il titolo vicino ai massimi, i certificati si trovano ben al di sopra delle barriere di protezione del capitale (spesso poste al 50%, 60% o 70% del valore iniziale), il che riduce drasticamente il rischio di perdita a scadenza.

Pertanto, tocca solo aspettare stavolta. Se il rimborso del proprio certificato è imminente, attendere la scadenza naturale del periodo può essere la scelta più lineare per incassare la cedola e il capitale intero.

Semmai massima allerta per i panieri con formula worst-of: se Nvidia fa parte di un paniere con altri titoli di semiconduttori o tech, le performance del gigante tech da sole non garantiscono la protezione del certificato. È indispensabile monitorare l’andamento del titolo peggiore del paniere (appunto il worst-of), che determina il prezzo e la sicurezza del prodotto.

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