Dopo le grandi banche italiane, anche quelle spagnole chiudono il 2025 con utili e ricavi in crescita. Ne è un esempio Banco Santander, che registra risultati record per la quarta volta consecutiva, sostenuta dalla resilienza del margine di interesse, dalle commissioni ai massimi storici e da una maggiore efficienza operativa.
Ora la banca guarda al futuro con ambizione, lanciando il piano strategico 2026-2028 che segna l’inizio di una nuova fase di creazione di valore e crescita sostenibile.
Santander, dopo conti 2025 è ora del piano strategico 2026-2028
Alla presentazione dei conti 2025 a inizio mese, Banco Santander ha annunciato risultati notevoli, con un utile annuo attribuibile di 14.101 milioni di euro (+12% rispetto all’anno precedente) e ricavi totali a 62.390 milioni di euro (+4% in euro costanti), sostenuti da commissioni nette record per 13.661 milioni di euro.
E dopo questi risultati, la banca iberica punta in alto, come si evince dal piano strategico 2026-2028, presentato durante l’Investor Day di Londra. Nel prossimo triennio, Santander punta a superare i 210 milioni di clienti entro il 2028, rispetto ai 180 milioni di fine 2025, e ad aumentare i ricavi medi annuali e ridurre i costi, in modo da raggiungere un utile di oltre 20 miliardi di euro entro il 2028. “Ciò si tradurrebbe in un ritorno sul capitale proprio tangibile (RoTE) superiore al 20% nel 2028, supportato da una crescita a due cifre dell’utile per azione ogni anno nel periodo 2026-2028“, si legge nella nota ufficiale. Inoltre, Santander prevede di operare nel 2028 con un coefficiente CET1 intorno al 13%, in linea con il target operativo del 12-13%.
Tutti questi nuovi target arrivano tra l’altro a poche settimane dall’accordo per l’acquisizione di Webster Financial, la più grande operazione di un istituto europeo continentale su una banca statunitense, nonché il terzo deal in circa un anno per Santander: ad aprile la banca aveva ceduto la quota di maggioranza di Santander Polonia al gruppo austriaco Erste Bank per 7 miliardi di euro e, successivamente, ha completato l’acquisizione della banca britannica TSB da Banco Sabadell.
Dividendi in aumento e buyback: Santander premia gli azionisti
Sempre durante l’Investor Day, Banco Santander ha annunciato che, nella prossima assemblea generale annuale del 27 marzo 2026, il CdA proporrà un dividendo finale in contanti relativo all’utile 2025 di 12,5 centesimi di euro per azione, con pagamento previsto il 5 maggio 2026.
“Di conseguenza, il dividendo finale in contanti per azione a valere sui risultati del 2025 sarà pari a 24 centesimi di euro, con un aumento di oltre il 14% rispetto al dividendo finale in contanti a valere sui risultati del 2024 (21 centesimi di euro)“.
La banca spagnola ha poi modificato la composizione della distribuzione dei dividendi a partire dai risultati 2027: la quota della remunerazione in contanti salirà al 35% degli utili, mentre quella del buyback scenderà al 15%. Invece, l’impegno a restituire il 50% degli utili agli azionisti rimane invariato.
Inoltre, dopo essersi impegnata a effettuare almeno 10 miliardi di euro di riacquisti di azioni a partire dagli utili 2025-2026, la banca prevede di restituire agli azionisti “qualsiasi capitale in eccesso superiore al 13% al termine del piano“. La remunerazione totale prevista sugli utili 2025 ammonta a circa 7,05 miliardi di euro, pari a circa la metà dell’utile attribuibile del gruppo, distribuita quasi equamente tra dividendi in contanti e programmi di buyback.
Titolo Santander raddoppia e guida il mercato europeo: opportunità per i possessori di certificati
I conti 2025 e la guidance triennale particolarmente ambiziosa di Santander sono stati ben accolti dal mercato, come dimostra l’andamento del titolo negli ultimi mesi e nell’ultimo anno. Storicamente trattata a multipli inferiori rispetto ai principali competitor europei, l’azione ha più che raddoppiato il proprio valore nel 2025, portando la banca al primo posto in Europa per capitalizzazione, oggi vicina ai 160 miliardi di euro. Dopo la diffusione dei risultati, tra l’altro, il titolo ha segnato un rialzo dell’1,5% a 10,82 euro, con un progresso del 5,7% da inizio anno.

