Boom di Nvidia nelle ultime trimestrali, con i ricavi in aumento a doppia cifra: il colosso statunitense dei semiconduttori supera le attese degli analisti, oltrepassando i 200 miliardi di dollari di fatturato annuo.
Nvidia chiude il quarto trimestre 2025 (terminato il 25 gennaio 2026) registrando un fatturato record di 68,1 miliardi di dollari, superando le stime degli analisti di 66,21 miliardi di dollari secondo il consensus LSEG. Si tratta di un aumento del 20% rispetto al trimestre precedente e del 73% rispetto all’anno precedente. Ancora più eclatante è però il dato annuo: nell’esercizio fiscale 2026, il colosso tech ha raggiunto i 215,9 miliardi di dollari di fatturato, in rialzo del 65% su base annua.
A trainare i risultati è stato in particolare il settore Data Center, con ricavi trimestrali di 62,3 miliardi di dollari, in aumento del 22% rispetto al trimestre precedente e del 75% rispetto all’anno precedente, grazie ai principali sviluppi in computing accelerato e intelligenza artificiale. A livello annuo, il fatturato del comparto ha toccato i 193,7 miliardi di dollari, segnando un incremento del 68%.
Guardando al primo trimestre dell’anno fiscale 2027, la Big Tech prevede una redditività ancora più stupefacente, stimando un fatturato di 78 miliardi di dollari, con una variazione possibile del 2%, ben al di sopra della stima media degli analisti di 72,6 miliardi.
Nel frattempo, Nvidia fa sapere che durante l’anno fiscale 2026 ha restituito agli azionisti 41,1 miliardi di dollari tra riacquisti di azioni e dividendi in contanti, disponendo alla fine del quarto trimestre ancora di 58,5 miliardi di dollari in azioni autorizzate al riacquisto. A tal riguardo, la società ha annunciato il prossimo dividendo trimestrale, pari a 0,01 dollari per azione, che sarà corrisposto il 1° aprile 2026 agli azionisti registrati all’11 marzo 2026.
Competitor e carenza di chip: le nuove sfide per Nvidia
Tra l’altro, non mancano le sfide per Nvidia, in particolare a livello di competitor. Ad esempio, AMD, rivale storica, prevede entro l’anno il lancio di un nuovo server AI di punta e ha già siglato contratti con clienti storici di Nvidia, tra cui Meta. Google, invece, ha stretto un accordo per fornire i propri chip TPU ad Anthropic, sviluppatore del chatbot Claude, e secondo alcune indiscrezioni è in trattative anche con Meta.
A sua volta, le startup dell’IA, che utilizzano intensamente la capacità dei data center per addestrare e far funzionare sistemi come ChatGPT e Claude, devono continuare a chiudere ingenti round di finanziamento per sostenere i costi di calcolo. Nvidia, da parte sua, ha investito 30 miliardi di dollari nell’ultimo round di finanziamento di OpenAI, aggiornando una partnership strategica precedente da 100 miliardi, che prevedeva investimenti progressivi legati all’utilizzo dei suoi chip.
E dopo competitor e investimenti, altro nodo critico per Nvidia è la carenza di memory chip: i fornitori di data center assorbono le forniture a banda larga da un numero limitato di produttori, tra cui SK Hynix, Samsung e Micron. Secondo Melissa Otto, la scarsità di memoria rende più difficile prevedere i margini di Nvidia, indispensabili per i processori avanzati. Il direttore finanziario Colette Kress ha tuttavia sottolineato che la società ha già “impegni su scorte e forniture per soddisfare la domanda fino al 2027“.
Nvidia 2025, cosa significa tutto questo per i possessori di certificati
A fronte di quanto detto finora, Nvidia resta comunque un titolo interessante sia per gli investitori diretti sia per i possessori di certificati. E questo nonostante il quadro complesso fatto di risultati record per il 2025 e delle sfide del settore tech.
Da un lato, i ricavi record, il boom del settore Data Center e le previsioni di crescita per il 2027 non fanno altro che supportare il potenziale rialzo del titolo, già aumentato del 60% nel corso del 2025. Il che rende più appetibili i certificati, soprattutto quelli a leva o con barriere rialziste, che possono amplificare i guadagni in caso di conferma del trend positivo.
Dall’altro lato, però, tutti i rischi e le sfide sopramenzionate (la forte competizione di AMD e Google, gli ingenti investimenti dei colossi tecnologici e la scarsità di memory chip) possono generare improvvise oscillazioni di prezzo: una forte volatilità che potrebbe comportare anche forti ribassi come accaduto a gennaio 2025.
In sintesi, chi detiene certificati deve soppesare attentamente l’equilibrio tra opportunità di crescita e volatilità, considerando che l’evoluzione dell’IA, le mosse dei competitor e i vincoli di approvvigionamento dei chip rimarranno fattori chiave per il comportamento futuro del titolo e, di conseguenza, dei certificati collegati.

