SpaceX spinge la borsa verso la space economy: un affare da miliardi per i mercati

Anche lo spazio sta diventando a tutti gli effetti un terreno fertile per gli investimenti, e gli ultimi eventi e i dati più recenti lo confermano con chiarezza. Un settore prima legato quasi esclusivamente ai governi è oggi al centro di una competizione crescente tra attori privati e grandi fondi di investimento, con risultati notevoli anche a livello di valutazioni di mercato e capitalizzazioni, come dimostra il caso di SpaceX, la società guidata da Elon Musk.

SpaceX accende la febbre dello spazio a Wall Street

La stagione delle Offerte Pubbliche Iniziali (IPO) sembra ormai avviata. SpaceX ha infatti annunciato l’intenzione di quotarsi nelle prossime settimane, un’operazione che potrebbe entrare nella storia come una delle più grandi IPO mai realizzate.

Secondo quanto riportato da Reuters, l’operazione punta a raccogliere fino a 75 miliardi di dollari, sulla base di una valutazione complessiva della società pari a circa 2.000 miliardi di dollari. E anche dei dati pubblicati nei giorni scorsi da SpaceX. Nel corso dell’ultimo anno l’azienda ha registrato perdite pari a 4,94 miliardi di dollari, a fronte di ricavi per 18,7 miliardi (+33%). Nel primo trimestre del 2026 i ricavi si sono attestati a 4,69 miliardi di dollari (+15%), con una perdita di 4,28 miliardi.

SpaceX ha dichiarato che le risorse eventualmente raccolte saranno destinate al finanziamento dei progetti per il ritorno dell’uomo sulla Luna e per le future missioni su Marte.

Space economy, la corsa degli investimenti ETF

Quest’IPO da parte di Space X ha già innescato una corsa senza precedenti verso i prodotti tematici legati alla space economy, che solo nell’ultimo mese hanno attirato 1,3 miliardi di dollari di nuovi capitali.

Se fino ad oggi il Procure Space ETF (UFO) rappresentava l’unica opzione disponibile per chi volesse un’esposizione pura alla space economy attraverso un ETF dedicato, negli ultimi tre mesi (ossia da quando SpaceX ha iniziato a comunicare in modo più concreto i propri piani di quotazione) sono stati lanciati altri sei fondi.

Tra questi, il Tema Space Innovators ETF (NASA), con 1,27 miliardi di dollari di asset: nelle prime sette settimane dal lancio ha raccolto più capitali di quanti UFO ne abbia accumulati in sette anni di attività, periodo in cui il fondo aveva totalizzato 972 milioni di dollari.

A seguire anche il VanEck Space ETF (WARP) e l’ETF Corgi Space and Satellite Communications (DIPR), che hanno debuttato all’inizio di maggio a distanza di un solo giorno, raccogliendo complessivamente 13,6 milioni di dollari. E la storia non finisce qui: altri due ETF sullo stesso tema sono attesi nelle settimane precedenti al debutto di SpaceX.

Va detto però che l’universo investibile è ancora relativamente ristretto. Secondo una recente analisi sulle principali partecipazioni dei sette ETF spaziali attualmente in circolazione, tutti questi includono gli stessi quattro titoli tra le prime dieci posizioni, con una sovrapposizione pari o superiore al 50% nel complesso delle partecipazioni. Non il massimo in termini di diversificazione.

Space economy, un mercato da trilioni di dollari secondo Citibank

Inoltre il futuro sembra allettante per questo settore. Già qualche anno fa Citibank ha stimato una crescita della space economy a un tasso medio annuo composto del 5%, con proiezioni che indicano un valore complessivo di diverse migliaia di miliardi di dollari entro il 2040.

E con settori come l’energia solare spaziale, il turismo spaziale, i viaggi missilistici e la microgravità che sono destinati ad assumere un peso sempre maggiore entro il 2030.

Sul fronte dei costi di lancio, già diminuiti di quaranta volte negli ultimi quattro decenni, Citibank prevede un’ulteriore riduzione del 95% entro il 2040, grazie alla riutilizzabilità dei vettori e all’impiego di materiali avanzati di nuova generazione.

SpaceX e space economy: rischi e opportunità per i possessori di certificati

Non è tutto oro quello che luccica, quindi è bene che investitori e possessori di certificati legati alla space economy facciano attenzione.

L’accelerazione delle IPO e l’arrivo di player come SpaceX possono infatti a spostare il settore da una fase “speculativa” a una fase di progressiva istituzionalizzazione, con maggiore afflusso di capitali ma anche con valutazioni più sensibili alle aspettative future che ai fondamentali attuali.

Questo significa che i certificati potrebbero beneficiare di forti rialzi legati all’hype e all’ingresso di nuovi capitali, diventando allo stesso tempo più esposti a correzioni rapide in caso di delusione sui tempi di crescita o sulle reali marginalità delle aziende sottostanti.

A ciò si aggiunge quanto detto sopra sulla struttura dell’universo investibile della space economy.

In sostanza, non si tratta di inseguire il tema in modo indiscriminato, ma di valutare attentamente, privilegiando strumenti che offrano diversificazione reale e una gestione del rischio coerente con la natura ancora in evoluzione del settore.

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