C’è un clima di notevole ottimismo nell’aria per il terzo trimestre del 2026. Stando ai dati diffusi da FactSet, il tasso di crescita degli utili previsto per l’S&P 500 in questo trimestre si attesta al ventinove virgola sei percento.
Un dato del genere, se confermato, rappresenterebbe il terzo trimestre consecutivo caratterizzato da una crescita degli utili su base annua superiore al venticinque percento per l’indice americano.
Ma qui sorge una domanda: una crescita degli utili basterà a sostenere e far proseguire il rally dei mercati?
Utili S&P 500 al +29,6%: le stime di FactSet per il terzo trimestre 2026
Quando le società che compongono l’S&P 500 comunicano risultati effettivi superiori alle stime durante la stagione dei dati, il tasso di crescita complessivo dell’indice sale di conseguenza. Questo accade perché i valori effettivi dell’utile per azione più elevati vanno a sostituire quelli stimati che erano più bassi all’interno della formula
Per fare un esempio concreto, se per un’azienda gli analisti prevedono un utile per azione di 1 dollaro e 5 centesimi rispetto a 1 dollaro dell’anno precedente, la crescita attesa è del 5%. Nel momento in cui la stessa azienda chiude il trimestre con un utile effettivo di 1 dollaro e 10 centesimi, registrando quindi una sorpresa positiva di 5 centesimi, la crescita effettiva balza al 10%, superando di 5 punti percentuali la stima iniziale.
Partendo da questo principio e considerando le proiezioni attuali di FactSet al 29,6%, e tenendo conto del miglioramento medio che si osserva solitamente durante la stagione dei risultati, è altamente probabile che l’indice chiuda il trimestre registrando una crescita superiore al 35%.
Del resto, analizzando il passato recente dell’S&P 500, il tasso di crescita effettivo degli utili è riuscito a battere quello stimato a fine trimestre in ben 37 degli ultimi 40 trimestri. Le uniche eccezioni a questa regola si sono verificate nel primo trimestre del 2020, nel terzo trimestre del 2022 e nel quarto trimestre dello stesso anno.
Banche e Big Tech alla prova dei bilanci: le due leve che muoveranno Wall Street
E ora la nostra domanda, ossia se una crescita degli utili del genere basterà a sostenere e far proseguire il rally dei mercati. Tutto dipenderà grosso modo dai risultati delle due campionesse del mercato: il settore bancario e quello tecnologico.
Il primo banco di prova per questa stagione degli utili vede protagoniste le grandi banche. Istituti del calibro di JPMorgan, Goldman Sachs, Citigroup e Wells Fargo, che hanno pubblicato i loro conti martedì, sono chiamati a chiarire in che modo i tassi di interesse più elevati stiano influenzando concretamente la crescita dei prestiti, la tenuta dei bilanci, il fermento nelle fusioni e acquisizioni e la ripresa delle offerte pubbliche iniziali.
I titoli finanziari si muovono su un terreno molto delicato: gli operatori temono che il protrarsi di tassi alti finisca per frenare la concessione di prestiti e pesare sui titoli a reddito fisso presenti nei bilanci bancari.
Nel caso del comparto tech, per il momento il settore non mostra alcun segnale di rallentamento. Gli analisti anzi stimano guadagni nell’ordine del 65% per i profitti tecnologici (in netto aumento rispetto alla previsione del 57% formulata tre mesi fa), con Nvidia, Micron Technology e Dell Technologies in rally per un potenziale rialzo stando sempre alle analisi di FactSet.
Non mancano però le avvisaglie. Gli analisti scrutano con attenzione ogni indizio per capire se la domanda di semiconduttori e infrastrutture dedicate all’intelligenza artificiale stia iniziando a risentire di un contesto macroeconomico complesso e di costi energetici più elevati, con i prezzi delle azioni che tenderanno inevitabilmente ad adeguarsi alle prospettive fissate per il duemilaventisette.
S&P 500 in rally (ma con qualche ombra): cosa devono fare i possessori di certificati
Davanti allo scenario chiaroscurale dei prossimi trimestrali 2026, investitori e possessori di certificati farebbero meglio a verificare con precisione la distanza dei sottostanti dai livelli di barriera protettiva, soprattutto se legata ai due comparti sopramenzionati.
Detto questo, niente panico. Nonostante le tensioni, l’indirizzo è comunque quello di una stagione dai risultati solidi per entrambi i settori. E non solo: un segnale particolarmente incoraggiante arriva inoltre dall’ampliamento della crescita degli utili oltre il perimetro ristretto dei cosiddetti Magnifici Sette.
Secondo le rilevazioni di Russell Investments, infatti, i restanti 493 titoli dell’indice S&P 500 dovrebbero mettere a segno guadagni del 27% su base annua, superando la media proprio dei titoli a maggiore capitalizzazione.
Vediamo dunque come si svilupperà questo nuovo trimestrale 2026.

