Trimestrale Micron stupisce i mercati: ricavi a 54,2 miliardi, +379% annuo

La trimestrale Micron chiude il quarto trimestre fiscale con numeri che hanno sorpreso persino gli analisti più ottimisti. Il colosso statunitense delle memorie per computer, data center e sistemi di intelligenza artificiale ha chiuso i tre mesi terminati il 3 settembre con un giro d’affari di 54,2 miliardi di dollari.

Il risultato supera le attese del mercato e conferma che la domanda legata all’intelligenza artificiale continua a sostenere l’intero comparto dei semiconduttori di memoria.

I numeri della trimestrale Micron: ricavi in crescita del 379%

Il dato più impressionante riguarda la crescita annua: i ricavi sono saliti del 379% rispetto allo stesso periodo del 2025, e del 31% rispetto al trimestre precedente, superando del 5% le stime degli analisti, ferme a 51,5 miliardi di dollari. Gli utili per azione sono stati di 33,42 dollari, contro i 31,83 dollari attesi dal mercato.

I numeri della trimestrale Micron: ricavi in crescita del 379%
Foto: William Warby / Pexels

A spingere i margini è stato soprattutto l’aumento dei prezzi delle memorie, non accompagnato da un corrispondente incremento dei costi di produzione. Il margine lordo rettificato ha raggiunto l’87%, oltre l’86,2% previsto.

Per il trimestre in corso Micron indica però un margine leggermente inferiore, all’86,3%, anche per effetto dell’aumento delle retribuzioni dei dipendenti: una voce che, secondo il direttore finanziario Mark Murphy, “rappresenta il principale fattore alla base delle nostre previsioni sul margine lordo”.

Guidance record per il trimestre in corso

Ancora più rilevante delle cifre già archiviate è la traiettoria futura. Per il primo trimestre del nuovo anno fiscale, che si chiuderà a fine novembre, Micron prevede ricavi per 61,5 miliardi di dollari, ben oltre la media di 56,8 miliardi stimata dagli analisti, con un utile per azione atteso a 38,15 dollari.

memorie hbm: Guidance record per il trimestre in corso
Foto: Rafael Minguet Delgado / Pexels

Una guidance che certifica come il ciclo espansivo legato ai chip per l’intelligenza artificiale non stia rallentando, ma anzi stia accelerando trimestre dopo trimestre. I dettagli completi dei risultati sono riportati nel comunicato ufficiale depositato dalla società presso la SEC.

Secondo quanto riportato da vari siti di informazione finanziaria, l’amministratore delegato Sanjay Mehrotra ha sottolineato come i risultati e le prospettive riflettano il valore strategico della memoria nell’era dell’intelligenza artificiale, rivendicando investimenti a livelli record in tecnologia, prodotti e capacità produttiva per rispondere alla crescita della domanda dei clienti.

Memorie HBM e domanda di chip AI: offerta ancora insufficiente

Il motore principale della crescita restano le memorie HBM (High Bandwidth Memory), componenti essenziali per i processori dedicati all’intelligenza artificiale, in un contesto in cui l’offerta rimane strutturalmente inferiore alla domanda. L’industria dei chip di memoria è storicamente ciclica, alternando fasi di espansione e contrazione, ma le aziende del settore stanno cercando di attenuare questa volatilità attraverso contratti pluriennali con i principali clienti.

sanjay mehrotra: Memorie HBM e domanda di chip AI: offerta ancora insufficiente
Foto: Tima Miroshnichenko / Pexels

Per il momento gli ordini ricevuti da Micron e dai suoi concorrenti restano superiori alla capacità produttiva disponibile. Nonostante l’azienda, con sede a Boise, in Idaho, stia ampliando gli stabilimenti, le prospettive indicano che i prezzi resteranno elevati ancora a lungo, probabilmente fino al 2027 e oltre, sostenuti da una domanda di chip AI che non accenna a rallentare.

Cosa osservare nelle prossime settimane

Dal punto di vista della redazione, il dato più significativo non è tanto la crescita già registrata, quanto la sua sostenibilità: gli investitori dovranno capire se l’aumento dei prezzi delle memorie si tradurrà in utili duraturi.

In alternativa, come già accaduto in passato nel settore, l’espansione della capacità produttiva potrebbe finire per comprimere i margini nei prossimi trimestri.

Vale inoltre la pena monitorare l’impatto della physical AI, l’intelligenza artificiale applicata a robotica e veicoli autonomi, che secondo alcuni analisti di settore rappresenta un ulteriore driver di domanda, capace di sostenere i prezzi anche quando l’elettronica di consumo tradizionale dovesse rallentare.

Il caso Micron si inserisce in un filone più ampio legato agli investimenti sull’intelligenza artificiale, che negli ultimi mesi ha già sostenuto la crescita economica statunitense, come emerso anche dai dati sul Pil USA trainato da consumi e investimenti in intelligenza artificiale.

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