UniCredit trascina Piazza Affari nei nuovi trimestrali 2026: utile record e redditività solida

Al via i nuovi trimestrali 2026 in Italia, con UniCredit tra le prime banche a pubblicare i dati sul secondo trimestre, chiudendo per la ventiduesima volta consecutiva un trimestre in crescita e battendo ampiamente le attese degli analisti.

La banca di Piazza Gae Aulenti archivia così un primo semestre in rialzo, trainata dal forte slancio delle commissioni e del risultato netto della gestione assicurativa.

I conti di UniCredit spingono il primo semestre: utili netti oltre le attese

UniCredit ha chiuso la prima metà del 2026 con un utile netto record di 6,1 miliardi di euro, in aumento del 3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, un RoTE pari al 23,7% e un utile per azione (EPS) di 4,09 euro. L’utile netto del semestre sale a 6,3 miliardi (di cui 3,1 miliardi realizzati nel solo secondo trimestre) se si escludono 261 milioni di euro di componenti straordinarie registrate nei proventi da negoziazione, legate principalmente ai costi di copertura e finanziamento legati all’aumento della partecipazione in Commerzbank e alla relativa protezione.

Questi risultati sono stati sostenuti da ricavi netti core in accelerazione, cresciuti del 3,6% a 12,2 miliardi nel semestre, nonché dal forte impulso delle commissioni e dalle attività assicurative, affiancato da un margine di interesse in ripresa sequenziale e sostenuto da una crescita di qualità dei volumi.

Il margine di interesse si è attestato infatti a 7,2 miliardi, segnando un contenuto -0,8% a causa del minor Euribor nel periodo e del ridimensionamento delle attività in Russia; al netto dell’effetto Russia, il margine evidenzia invece un incremento dello 0,2%.

Il margine di interesse è diminuito dello 0,8 per cento a 7,2 miliardi, una performance resiliente alla luce del minore Euribor nel periodo e della compressione della Russia, o è aumentato dello 0,2 per cento al netto di questa.

UniCredit batte il consenso nel secondo trimestrale 2026 con un bilancio solido

Nel dettaglio del secondo trimestrale 2026, l’utile netto si è attestato a 2,9 miliardi di euro, superando le stime del consenso fissate a 2,84 miliardi. Escludendo la posta straordinaria negativa di 245 milioni connessa alle operazioni su Commerzbank, l’utile trimestrale avrebbe raggiunto i 3,1 miliardi.

I ricavi complessivi del trimestre sono ammontati a 6,5 miliardi di euro (+7% anno su anno, o +11% al netto della componente straordinaria), con i ricavi core in rialzo del 6% grazie al saldo slancio commerciale e agli investimenti strategici.

I ricavi netti trimestrali hanno mostrato un aumento del 5% su base annua (o del 14% rettificato), spinti da una crescita a doppia cifra di commissioni e gestione assicurativa.

Sul fronte della solidità patrimoniale, il CET1 ratio si è posizionato al 14,3% nel secondo trimestre (+0,1 percentage points su base trimestrale), ammontando al 15,0% su base pro-forma considerando il Danish Compromise e il recupero dell’impatto temporaneo citato. Per la fine del 2026, il CET1 ratio è atteso confermarsi attorno al 15%.

UniCredit non si ferma: nuova tabella di marcia al 2030 e conferme per gli azionisti

I numeri solidi del secondo trimestrale 2026 hanno spinto il management di UniCredit a migliorare la guidance per l’intero 2026: l’obiettivo di utile netto passa da “almeno 11 miliardi” a “ben superiore a 11 miliardi“, stimabile in circa 11,5 miliardi prima dei costi di integrazione.

Contestualmente, la banca guidata da Andrea Orcel ha fissato nuovi traguardi di medio termine, puntando a un utile superiore a 13 miliardi nel 2028 e oltre 15 miliardi nel 2030, senza considerare il futuro consolidamento integrale di Commerzbank.

Confermata inoltre la politica di remunerazione degli azionisti, che prevede un payout complessivo dell’80% dell’utile netto distribuibile distribuito tra dividendi e riacquisti di azioni proprie. Nel primo semestre sono già stati accantonati 4,7 miliardi di euro a questo scopo (2,3 miliardi nel secondo trimestre). La banca stima un acconto sul dividendo in contanti per il 2026 di circa 2,8 miliardi (pari al 50% circa del dividendo cash totale atteso).

UniCredit, stabilità e solidità per i possessori di certificati

Ancora una volta UniCredit si conferma un’emittente stabile e solida, il che è un bene per investitori e possessori di certificati, visto che si riduce drasticamente il rischio di credito percepito sui prodotti strutturati emessi dal gruppo.

Inoltre, la continuità della redditività e il rialzo delle stime a medio termine offrono un’ottima protezione per i certificati che vedono UniCredit tra i sottostanti (come Cash Collect, Phoenix o Bonus Cap), mantenendo il prezzo dell’azione distante dai livelli barriera.

A prescindere, è bene per i possessori di certificati continuare ad analizzare la distanza dalla barriera nei certificati con sottostante UniCredit (data la forza del titolo e i target a lungo termine (oltre 13 miliardi nel 2028), nonché monitorare la struttura dei rendimenti distribuiti. Piazza Gae Aulenti fa sapere che, a seguito dell’operazione Commerzbank, viene cancellato il buyback da 4,75 miliardi inizialmente previsto per il 2025. Le risorse saranno impiegate per sostenere l’acquisizione, garantendo secondo l’istituto rendimenti superiori.

Infine, è bene anche verificare le date di stacco dei dividendi straordinari o acconti, poiché l’acconto di 2,8 miliardi inciderà sulla quotazione del titolo al momento dello stacco.

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