Intel batte le stime nel Q2 2026: strappo nei ricavi e spinta dall’IA

Partono i trimestrali 2026 anche per i giganti del settore tecnologico, e tra le protagoniste assolute di questa fase c’è Intel, che nel secondo trimestre del 2026 ha nettamente battuto le aspettative di Wall Street, mettendo a segno utili e fatturato superiori rispetto alle stime dei mercati.

Un risultato in realtà ampiamente anticipato dagli analisti, la cui conferma ha spinto il titolo a registrare ulteriori rialzi già nel trading dopoborsa.

Trimestrale 2026 Intel oltre le attese: la scommessa sui chip IA sostiene i conti

Nello specifico, Intel ha chiuso il secondo trimestre del 2026 con un utile rettificato di 0,42 dollari per azione su ricavi pari a 16,13 miliardi di dollari. Il dato supera in modo netto il consenso degli analisti, che stimavano un EPS di 0,21 dollari e vendite per 14,33 miliardi. Con questa prestazione, il gruppo centra il settimo trimestre consecutivo di risultati al di sopra della propria guidance, con un utile per azione rettificato esattamente doppio rispetto alle attese.

A fare da traino sono state le soluzioni legate all’intelligenza artificiale, le cui attività sono cresciute di oltre il 70% su base annua, arrivando a coprire circa il 70% dei ricavi complessivi.

A sua volta, il margine lordo si è attestato al 41,8%, posizionandosi a circa 280 punti base sopra le indicazioni del management. Di conseguenza, i vertici aziendali hanno rivisto al rialzo il piano di spesa in conto capitale per il 2026, portandolo a oltre 20 miliardi di dollari per fare fronte a una domanda sempre più sostenuta.

Secondo quanto dichiarato dall’Amministratore Delegato Lip-Bu Tan, il trimestre ha mostrato una solidità diffusa in tutti i segmenti aziendali, con un’accelerazione marcata nei prodotti per l’IA e nei chip destinati ai data center. L’incremento del fatturato ha segnato il passo più forte degli ultimi 15 anni, in un contesto in cui la richiesta di mercato continua a superare la capacità produttiva disponibile.

Intel accelera sul business fonderia e spiazza Wall Street nel secondo trimestre

La vigilia della trimestrale era già caratterizzata da un clima di forte ottimismo. Il consenso stimava ricavi nell’ordine dei 14,4 miliardi di dollari, posizionandosi esattamente al centro dell’intervallo compreso tra 13,8 e 14,8 miliardi indicato dall’azienda, con un utile per azione rettificato previsto tra 0,20 e 0,22 dollari.

La certezza di un trimestre solido trovava riscontro nel precedente periodo finanziario, quando Intel aveva già battuto le stime con 13,58 miliardi di dollari di ricavi (+7,4% su base annua) e un EPS rettificato di 0,29 dollari a fronte dello 0,01 dollari ipotizzato alla vigilia.

Un altro elemento centrale riguarda l’evoluzione della fonderia esterna. Come sottolinea IG, il gruppo punta a non essere solo un progettista e produttore di chip per i propri PC e server, ma anche ad affermarsi come produttore per conto terzi, entrando in concorrenza diretta con il modello di business della taiwanese TSMC. Se nel primo trimestre questo ramo d’azienda aveva generato 174 milioni di dollari, nel corso della conferenza stampa del 23 luglio è stato confermato che la voce External Foundry Revenue è salita a 293 milioni di dollari.

La reazione di Wall Street non si è fatta attendere. Dopo aver chiuso la seduta ordinaria in calo del 2,46% a 100,10 dollari (rispetto ai 102,62 dollari della vigilia), le azioni Intel sono scattate in avanti del 3,44% negli scambi after-hours, raggiungendo quota 103,68 dollari (+3,45 dollari).

Nel lungo periodo il titolo continua a mostrare numeri di assoluto rilievo, con un progresso del 327% a 12 mesi e un rendimento da inizio anno pari al 172%.

Intel al centro del rally tech: occhi sul prossimo trimestrale 2026

Passando alle prospettive per il trimestre in corso, Intel stima per il suo Q3 2026 ricavi compresi tra 15,8 e 16,8 miliardi di dollari, con un valore medio fissato a 16,3 miliardi. L’EPS rettificato atteso è di 0,38 dollari con un margine lordo stimato al 42% nel punto medio, mentre le spese operative non-GAAP dovrebbero mantenersi intorno ai 16,5 miliardi di dollari su scala annuale. Secondo LSEG, gli analisti si aspettavano un fatturato di 15,1 miliardi di dollari e un EPS di 27 centesimi.

Per sostenere la trasformazione in fonderia globale, la società sta spingendo sul piano di investimenti e prevede un incremento significativo del Capex per il prossimo anno. La stima per il 2026 è stata alzata a oltre 20 miliardi di dollari, circa 3 miliardi in più rispetto ai piani precedenti.

La quota maggioritaria dei fondi sarà destinata alle apparecchiature di fabbricazione e ai nodi di processo Intel 3, 18A e 18A-P, con l’obiettivo di preservare i margini lordi stabilmente nella fascia del 40%.

Intel, conti record nel Q2 2026: come cambia lo scenario per i possessori di certificati

Balzo dei ricavi guidato dall’intelligenza artificiale, redditività ben superiore alle stime e  rialzo del titolo dopo i conti. Un segnale particolarmente importante dunque per investitori e possessori di certificati di investimento che hanno Intel come sottostante, visto che così facendo si riduce notevolmente il rischio che il prezzo dell’azione vada ad avvicinarsi alle barriere di protezione del capitale.

Tra l’altro, la forte crescita accumulata nell’ultimo anno allontana i livelli critici, aumentando la probabilità che i certificati arrivino a scadenza rimborsando il capitale nominale o che continuino a staccare periodicamente le cedole previste dal regolamento.

Al tempo stesso, l’incremento di volatilità tipico dei periodi successivi alle trimestrali e le ampie oscillazioni di prezzo impongono un monitoraggio attento. Per chi possiede questi strumenti, la scelta più ragionevole è verificare il margine di sicurezza attuale, analizzando quanto il valore corrente del titolo sia distante dalla barriera e quali siano le condizioni per il richiamo anticipato automatico (autocall).

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