Dopo le trimestrali 2026 delle banche americane, è ormai imminente il turno degli istituti italiani. E già le aspettative sono molto elevate, addirittura in una sua analisi Morgan Stanley prevede utili bancari italiani per oltre 7 miliardi di euro (7,11 miliardi di euro a essere precisi), con risultati particolarmente brillanti per i principali protagonisti del comparto nazionale.
UniCredit guida il comparto: profitti sopra le attese
UniCredit, BPER Banca, Intesa Sanpaolo, MPS e Banco BPM: sono questi i cinque istituti al centro del report firmato dall’analista di Morgan Stanley, Noemi Peruch, secondo cui diversi gruppi potrebbero superare le stime di consenso della banca d’affari statunitense in queste prime trimestrali 2026.
Partendo da UniCredit, Peruch evidenzia come i profitti core possano risultare superiori del 2-4% rispetto alle attese, sostenuti da un margine di interesse in crescita del 3% su base annua, a quota 3,568 miliardi di euro, e da costi in calo a 2,27 miliardi, “mentre il coefficiente patrimoniale Cet1 (atteso al 14,3%) potrebbe diminuire di 40 punti base trimestre su trimestre, dopo aver raggiunto il 29,8% di partecipazione in Alpha Bank“.
Sul fronte dei risultati, Morgan Stanley prevede per le trimestrali 2026 un risultato operativo di 6,594 miliardi di euro (+1% anno su anno), leggermente inferiore al consenso fermo a 6,695 miliardi, e un utile netto di 2,867 miliardi (+3%), appena al di sopra delle stime di mercato pari a 2,839 miliardi.
Quanto alle raccomandazioni, l’istituto statunitense mantiene un giudizio positivo su UniCredit, con rating “overweight” e target price a 84 euro.
BPER e Intesa Sanpaolo: tra conferme e sorprese positive nelle trimestrali 2026
Passando a BPER Banca, per le trimestrali 2026 Morgan Stanley stima profitti core sostanzialmente in linea con il consenso, sostenuti però da costi più contenuti grazie alle uscite del personale, e con “un Cet1 pressoché stabile al 14,8%“. Noemi Peruch sottolinea inoltre come le previsioni sull’utile netto per il biennio 2026-2027 siano superiori del 2-3% rispetto al consenso, grazie a maggiori sinergie sul fronte dei ricavi. Per il primo trimestre, la banca d’affari si attende un risultato operativo di 1,812 miliardi di euro (+26,8% su base annua), leggermente inferiore al consenso di 1,859 miliardi, e un utile netto di 515 milioni (+16,3%), anch’esso sotto le attese di mercato ferme a 536 milioni.
Nel caso di Intesa Sanpaolo, invece, le aspettative sono più brillanti. Secondo l’analista, l’utile dopo le minorities dovrebbe superare il consenso e attestarsi a 2,69 miliardi di euro (+2,9% anno su anno), sostenuto in particolare da profitti da trading pari a 426 milioni (+60,7%), ben al di sopra dei 275 milioni stimati dal mercato, e da una riduzione dei costi a 2,621 miliardi, e “con un Cet1 ratio in linea con le stime del consenso al 13,1%, +12 punti base anno su anno“. Anche il risultato operativo dovrebbe battere le stime, raggiungendo i 7,074 miliardi di euro (+4,2%) rispetto ai 6,938 miliardi indicati dal consenso.
Ciononostante, Morgan Stanley ha rivisto leggermente al ribasso i target price: per BPER Banca da 14,60 a 14,50 euro e per Intesa Sanpaolo da 7,20 a 6,80 euro, mantenendo però per entrambe il giudizio “overweight”.
MPS e Banco BPM: outlook più prudente nonostante trimestrali 2026 solidi
Infine, uno sguardo a Monte dei Paschi di Siena e Banco BPM, per cui il giudizio di Morgan Stanley appare più cauto.
Per Rocca Salimbeni, Peruch sottolinea come la stabilizzazione della divisione di wealth management di Mediobanca sia un passaggio chiave per ristabilire la fiducia nella crescita delle commissioni, che al momento resta incerta. A pesare è anche il dato di Assoreti, che “mostra ulteriori uscite di consulenti finanziari in Mediobanca Premier nel primo trimestre del 2026“.
Nonostante queste criticità, le stime sul trimestre restano solide: risultato operativo atteso a 1,957 miliardi di euro (+94,3% su base annua), leggermente sopra il consenso a 1,944 miliardi, e utile netto previsto a 567 milioni (+37,3%), ben oltre i 451 milioni stimati dal mercato. Il Cet1 ratio dovrebbe attestarsi al 15,9%, in linea con il consenso ma in calo di 382 punti base rispetto all’anno precedente.
Mentre per Piazza Meda, le stime risultano leggermente inferiori al consenso sull’utile netto per il periodo 2026-2028, atteso rispettivamente a 1,906, 2,067 e 2,171 miliardi di euro. Guardando al primo trimestre, Morgan Stanley prevede ricavi operativi pari a 1,514 miliardi (+2,6% anno su anno), sostanzialmente in linea con il consenso (1,517 miliardi), e un utile netto di 480 milioni (-6%), comunque leggermente superiore ai 473 milioni stimati dal mercato. Il Cet1 ratio è atteso per queste trimestrali 2026 al 13,4%, al di sotto della previsione del consenso (13,9%) e in flessione di 134 punti base su base annua.
Infine, sul fronte delle valutazioni, Morgan Stanley ha ridotto i target price anche per questi istituti: Banco BPM (rating “underweight”) scende da 14 a 13,30 euro, mentre MPS (rating “equal-weight”) passa da 10,30 a 9,90 euro.
Banche italiane e trimestrali 2026: selettività per i possessori di certificati
Si preannuncia uno scenario potenzialmente favorevole per investitori e possessori di certificati legati al comparto bancario italiano, ma comunque non privo di selettività.
Da un lato, utili solidi e in diversi casi superiori al consenso – come per UniCredit e Intesa Sanpaolo – aumentano le probabilità di tenuta o rialzo dei sottostanti, elemento chiave per certificati a capitale condizionatamente protetto o con barriere.
Dall’altro, le revisioni al ribasso dei target price e le stime più caute su nomi come MPS e Banco BPM evidenziano un rischio maggiore di volatilità, che può incidere negativamente su prodotti più sensibili ai ribassi o con barriere ravvicinate.
Davanti a tutto ciò, diventa quindi cruciale la composizione del paniere e il livello delle barriere: certificati ben diversificati sui titoli più solidi potrebbero beneficiare del ciclo di utili, mentre strutture esposte ai player più deboli restano più vulnerabili a sorprese negative nelle trimestrali.
