Per il quarto anno consecutivo, TIM mantiene le promesse, e chiude un 2025 con ricavi e utili in crescita. Risultati che confermano una struttura finanziaria ben rafforzata, che consente alla società di adottare una politica di remunerazione coerente e orientata al lungo periodo.
Infatti, a seguito della pubblicazione dei conti 2025, il Consiglio di Amministrazione ha deliberato di proporre all’assemblea del 15 aprile un programma di riacquisto di azioni proprie, a supporto della strategia di creazione di valore per gli azionisti.
TIM conti 2025: Enterprise guida la ripresa, cloud come motore della crescita
Sotto la presidenza di Alberta Figari, il CdA ha approvato il preconsuntivo 2025, confermando un anno di risultati positivi per TIM. Il gruppo leader delle telecomunicazioni ha chiuso l’esercizio con ricavi in crescita del 2,7% a 13,7 miliardi di euro, di cui 9,5 miliardi (+1,9%) provenienti dal mercato domestico e 4,2 miliardi (+4,6%) dal Brasile.
Analizzando le diverse aree di business nei conti 2025, TIM Consumer ha riportato ricavi pari a 6 miliardi, in lieve flessione dello 0,9%, con 5,5 miliardi (-0,6%) derivanti dai servizi. In controtendenza, TIM Enterprise ha registrato una crescita del 7% a 3,5 miliardi, con ricavi da servizi in aumento dell’8,6% a 3,3 miliardi, superando il ritmo del mercato di riferimento. In quest’area, il cloud si conferma il motore della crescita, con un incremento del 24% dei ricavi da servizi, “anche grazie al Polo Strategico Nazionale, il cui contributo raddoppia anno su anno“, sottolinea TIM nella nota ufficiale.
A sua volta, l’Ebitda ha registrato un incremento del 6,4%, raggiungendo i 4,4 miliardi, con un contributo quasi equamente distribuito tra Italia (+5,2% a 2,2 miliardi) e Brasile (+7,7% a 2,1 miliardi), mentre la marginalità a livello di Ebitda after lease sale si attesta al 26,9%, confermando la solidità della gestione operativa.
Guardando al 2026, il gruppo TLC prevede una serie di target ambiziosi, tra cui una crescita dei ricavi compresa tra il 2% e il 3% (con il mercato domestico in aumento tra l’1% e il 2%); l’Ebitda after lease in crescita tra il 5% e il 6% (con un incremento del 4% sul mercato interno); l’equity free cash flow after lease intorno a 1,8 miliardi di euro, includendo il rimborso del canone; un rapporto tra indebitamento netto after lease e Ebitda after lease previsto scendere sotto 1,7. Inoltre, per il 2026 la remunerazione agli azionisti viene confermata al 70% del valore dell’equity free cash flow after lease, al netto dell’impatto del canone e dei dividendi spettanti alle minoranze di TIM Brasil.
TIM conti 2025: in arrivo buyback e raggruppamento azioni
Con i risultati dei conti 2025, TIM, per il quarto anno consecutivo, ha centrato tutti gli obiettivi annunciati, confermando la bontà del nuovo perimetro industriale e finanziario, caratterizzato da una struttura semplificata, da minore intensità di capitale e da una chiara focalizzazione sulla generazione sostenibile di cassa.
Un assetto che, a detta dell’AD Pietro Labriola, permette “di definire una politica di remunerazione disciplinata e coerente con gli obiettivi di lungo periodo“. A tal riguardo, il CdA ha deliberato di proporre all’assemblea del 15 aprile un programma di riacquisto di azioni proprie fino a un massimo di 400 milioni di euro, corrispondenti al 3,3% del capitale. Parte del buyback potrà essere destinata ai piani di remunerazione e incentivazione azionaria del management.
Sempre all’assemblea sarà presentata la proposta di raggruppamento delle azioni ordinarie, con l’emissione di una nuova azione ogni dieci vecchie, con l’obiettivo di “ridurre la volatilità del titolo, attrarre nuove categorie di investitori e, insieme alla conversione delle azioni di risparmio, ottenere una struttura di capitale più snella ed efficiente“.
TIM conti 2025, analisti divisi ma fiducia stabile: i primi commenti dai mercati
A seguito della pubblicazione dei conti 2025, diversi analisti hanno commentato i risultati di TIM. Per Deutsche Bank, il bilancio è stato “misto, con il segmento wholesale che ha inciso sui numeri del trimestre e sulla guidance dell’Ebitda after lease domestico per il 2026“. Sul lato positivo, “il free cash flow 2025 è risultato superiore alle attese, con trend solidi nel segmento Enterprise“.
Più ottimista l’analisi di Intermonte, che conferma il buy sul titolo e aumenta il target price da 0,74 a 0,75 euro. “Nonostante l’impressionante rally del titolo, riteniamo che la storia azionaria non si esaurisca qui” , dicono gli analisti sottolineando come entro il Capital Markets Day di metà anno potrebbero emergere diversi sviluppi: dalle sinergie con Poste, al rinnovo gratuito delle frequenze, fino alle negoziazioni MSA con Inwit, “oltre a flussi significativi sul titolo guidati dall’aumento della liquidità una volta completata la conversione delle azioni di risparmi“.
Per Banca Akros, infine, la guidance 2026 di TIM e le sinergie con Poste dovrebbero evitare un’ulteriore revisione al rialzo del titolo nel breve termine, salvo nuovi sviluppi di consolidamento nel settore, come Iliad/WindTre o la fusione Open Fiber/FiberCop. Detto ciò, Akros conferma il target price a 0,63 euro, ma aggiorna la raccomandazione a Neutral (precedentemente Buy).
TIM conti 2025: i punti chiave per i possessori di certificati
Insomma, tra conti 2025, guidance 2026, per investitori e possessori di certificati collegati a TIM, la situazione è decisamente promettente. A sostenere il titolo (nell’ultimo anno tra l’altro salito del 140%) sono in primis i risultati dell’ultimo anno, che confermano la solidità della nuova struttura industriale e finanziaria del gruppo.
A ciò si aggiunge la decisione del CdA di proporre il buyback: una mossa che, insieme al raggruppamento delle azioni ordinarie e alla conversione delle azioni di risparmio, è destinata a sostenere il titolo e ridurre la volatilità.
Nel caso della guidance 2026, i target ambiziosi promossi, e la conferma della remunerazione agli azionisti al 70% del free cash flow after lease, rappresentano a sua volta un ulteriore supporto alla performance del titolo.
Nel complesso, chi detiene certificati su TIM deve considerare due fattori chiave: il supporto derivante dalle politiche di buyback e remunerazione, che riducono la volatilità del sottostante, e il potenziale di crescita legato a ricavi, Ebitda e sinergie strategiche.

