Non sono più soltanto le Mega Corp e le Big Tech a fare la voce grossa. A Wall Street il vento sta cambiando in modo deciso, e la rotta sembra essere tutta a favore delle società a piccola e piccolissima capitalizzazione, le cosiddette small e micro cap.
A mettere in luce questo fenomeno è Francis Gannon, condirettore degli investimenti di Royce Investment Partners (società controllata da Franklin Templeton), che in un suo recente report ha analizzato con precisione il comportamento delle small cap statunitensi nel corso del secondo trimestre del 2026.
I numeri del sorpasso: small e micro cap davanti a tutti a Wall Street
I risultati emersi dall’analisi di Gannon parlano chiaro: “le azioni small e micro cap hanno continuato a trainare i mercati azionari statunitensi“.
Nel secondo trimestre, il Russell 2000 ha guadagnato il 21,5%, mentre il Russell Microcap ha registrato un progresso ancora più marcato, pari al 25,6%. Entrambi gli indici hanno staccato nettamente sia il Russell 1000, cresciuto del 15,1%, sia il Russell Top 50, rimasto più indietro al 10,7%.
E tutto questo nonostante l’odierno contesto globale segnato dal caos geopolitico, con il conflitto con l’Iran che mantiene elevata la volatilità sui prezzi dell’energia e l’inflazione che continua a rappresentare un fattore di pressione costante.
Un rally di lungo corso: la distanza dalle large cap
Emerge ancora di più inoltre la leadership delle aziende più piccole su orizzonti temporali più ampi. Dall’inizio del 2026 e fino al 30 giugno, il Russell 2000 ha segnato un incremento del 22,6%, mentre il Russell Microcap è salito del 27,5%, ridimensionando ampiamente il +10,3% fatto registrare dal Russell 1000.
Il divario si fa decisamente marcato guardando all’ultimo anno: le micro cap sono progredite del 58,5% e le small cap del 40,8%, muovendosi su livelli nettamente superiori rispetto ai rendimenti generati dalle large cap.
Gannon sottolinea poi come anche i dati rilevati a partire dai minimi dell’aprile 2025 confermino la straordinaria tenuta del movimento. Da quel punto di minimo toccato dal mercato, a Wall Street il Russell 2000 è avanzato complessivamente del 74,5%, mentre il Russell Microcap ha addirittura più che raddoppiato il proprio valore, registrando un balzo del 108,4%.
I settori al centro del rally a Wall Street
Ma quali sono i settori che stanno spingendo questa crescita?
Secondo Gannon, sebbene ben dieci dei dodici comparti del Russell 2000 abbiano fornito un contributo positivo alle performance del secondo trimestre, è stato il settore tecnologico a staccarsi nettamente dalla media, in particolare gli ambiti relativi a semiconduttori, software e componentistica elettronica.
E mentre apporti significativi sono arrivati anche dal comparto industriale, dalla sanità e dai finanziari, solo l’energia è stato l’unico settore a chiudere con un impatto negativo, penalizzato dalle dirette conseguenze del conflitto mediorientale sui mercati petroliferi.
Durerà ancora questa corsa delle small e micro cap a Wall Street?
Probabilmente sì, perché il fattore chiave della loro sovraperformance (secondo Gannon) non risiede infatti in un’artificiosa espansione dei multipli di mercato, ma in una reale e concreta crescita degli utili, sostenuta nel 2025 grazie all’accelerazione dell’intelligenza artificiale.
Lo sviluppo dell’IA, infatti, dopo aver premiato nella prima fase quasi soltanto le giganti della tecnologia, ha iniziato a coinvolgere a cascata anche le aziende small e micro cap posizionate lungo la catena di fornitura.
Un altro elemento fondamentale riguarda infine le valutazioni. Nonostante oltre un anno di rialzi imponenti, Gannon nota che le small cap continuano a essere scambiate a multipli storicamente contenuti rispetto alle grandi aziende.
Analizzando il rapporto EV/EBIT, le valutazioni relative delle società small cap rispetto alle large cap risultano ancora vicine ai livelli minimi degli ultimi 25 anni, così come le micro cap continuano a trattare a sconto rispetto alla loro media storica.
Small e micro cap a Wall Street: la svolta per i possessori di certificati?
Sono delle novità importanti per investitori e possessori di certificati, in genere con indici o panieri di azioni dedicati alle big tech o ai giganti azionari. Con la rotazione settoriale in atto a Wall Street verso le piccole capitalizzazioni, i certificati scritti su indici come il Russell 2000 o su singoli titoli small cap tecnologici potrebbero oggi offrire rendimenti decisamente interessanti e barriere più protettive alla luce delle quotazioni attuali.
Lo stesso Ganon ha riconosciuto che il mix di utili in miglioramento, valutazioni ancora contenute e ampio universo di società redditizie potrebbe offrire opportunità interessanti agli investitori attivi.
Ma non c’è rischio di volatilità? In effetti, la volatilità tipica delle azioni small e micro cap è storicamente più alta rispetto ai giganti del mercato, per cui i certificati che le contengono potrebbero subire oscillazioni di prezzo anche brusche nel breve periodo.
Cosa conviene fare in pratica? Per prima cosa è utile verificare la composizione dei propri certificati in scorta. Se i panieri contengono solo le tradizionali Mega Corp, potrebbe aver senso valutare una diversificazione, inserendo prodotti che abbiano come sottostanti anche le small cap per intercettare questo trend di crescita degli utili.
hi invece ha già in pancia certificati legati a piccole aziende o al Russell 2000 dovrebbe monitorare costantemente la distanza dalle barriere di protezione, senza farsi spaventare dai movimenti di prezzo di breve termine. Ma anzi (ove possibile) approfittare dell’aumento della componente cedolare che la volatilità di queste azioni tende a garantire.

