Anno record per i reverse yankee bond: nel 2025 le emissioni hanno superato i 143 miliardi di euro, raggiungendo una quota di mercato intorno al 25%, il livello più alto mai registrato. E anche se ora l’offerta è inferiore rispetto all’avvio euforico dello scorso anno, per il 2026 si prevedono nuove emissioni comprese tra gli 80 e i 90 miliardi di euro, grazie ai differenziali favorevoli dei tassi e agli investimenti ingenti nel settore digital.
Boom dei reverse yankee bond: 143 miliardi di euro nel 2025
Per chi non li conoscesse, i reverse yankee bond sono obbligazioni denominate in euro ma emesse da società statunitensi che scelgono di finanziarsi in Europa per sfruttare condizioni di mercato più vantaggiose. In particolare, approfittano del differenziale tra i tassi di interesse dell’Eurozona, intorno al 2%, e quelli statunitensi, compresi tra il 3,5% e il 3,75% fissati dalla Federal Reserve, con l’obiettivo di ridurre il costo del debito e cogliere opportunità tra le due sponde dell’Atlantico.
Come ad esempio il cambio valuta. L’euro/dollaro, ad esempio, ha mostrato oscillazioni significative nel periodo di tensioni geopolitiche legate al conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran: dal minimo del 16 marzo a 1,1411 fino al massimo del 16 aprile a 1,1824.
Proprio nelle fasi in cui le politiche monetarie divergono e le tensioni economiche si accentuano, i reverse yankee bond tendono a diventare particolarmente attrattivi. E l’ultimo anno lo ha dimostrato: secondo le stime di Bloomberg, i volumi dei reverse yankee bond con rating pari o superiore a BBB- hanno raggiunto 143 miliardi di euro, pari a una quota di mercato intorno al 25% dell’offerta complessiva di bond investment grade in euro, contro il 10-12% registrato nel biennio precedente. Anche il segmento high yield ha toccato livelli record, con circa 18 miliardi di euro, il massimo dal 2017.
A sostenere questa crescita hanno contribuito diversi fattori: in primis, il differenziale favorevole dei tassi e l’aumento degli investimenti in capitale fisso da parte degli hyperscaler (i grandi operatori del cloud computing che gestiscono infrastrutture IT su scala globale), oltre alle consistenti scadenze di debito da rifinanziare, la competitività dei costi di emissione in euro e le attese legate a possibili movimenti del dollaro sul mercato valutario.
Nuovo record nel 2026 per i reverse yankee bond?
Reverse yankee bond, cosa cambia per i possessori di certificati
La dinamica che si sta registrando nel mondo dei reverse yankee bond inevitabilmente riguarderà non solo gli investitori, ma anche i possessori di certificati, soprattutto quelli legati al credito corporate.
L’espansione dei reverse yankee bond aumenta infatti la disponibilità di sottostanti investment grade in euro, ampliando il ventaglio di emittenti e diversificando il rischio di concentrazione su singoli settori o aree geografiche.
Al tempo stesso, la crescente presenza di colossi statunitensi, spesso con rating elevati e forte solidità finanziaria, tende a comprimere gli spread, il che renderebbe più “stabili” le strutture di rendimento dei certificati a capitale condizionatamente protetto.
Tuttavia, questa maggiore qualità media del credito potrebbe tradursi anche in rendimenti potenziali più contenuti, mentre la volatilità dei cambi e la scelta degli emittenti di mantenere parte dei proventi in euro potrebbe introdurre un ulteriore elemento da monitorare per chi costruisce prodotti strutturati su basket di obbligazioni corporate.


