Mercati e analisti sono rimasti sorpresi dall’ultimo sviluppo del risiko bancario, che vede Monte dei Paschi di Siena al centro di due possibili operazioni: quella di Banco BPM, un “merger of equals” per creare il secondo polo bancario italiano; e quella di Intesa Sanpaolo, una controfferta per creare un nuovo player non nazionale, ma europeo.
Due mosse “inattese”, a detta di diversi analisti, tra cui quelli di Barclays, Equita e RBC Kepler Cheuvreux, che potrebbero cambiare le carte in tavola in questo risiko bancaro, con impatti positivi per alcuni attori e scenari più complessi per altri.
Barclays sorprende: la mossa Intesa-Unipol cambia il risiko bancario
Tra i principali a commentare il nuovo capitolo del risiko bancario figurano gli analisti di Barclays. Per loro, la vera sorpresa in questa fase “è arrivata dalla controfferta su MPS da parte di Intesa e Unipol”, ossia uno scambio volontario di azioni sull’intero capitale della banca senese (accompagnata da un premio del 12,5% rispetto alla chiusura del 5 giugno 2026) e alla cessione di circa 635 filiali al gruppo assicurativo per risolvere gli eventuali problemi legati all’Antitrust.
Nonostante questa nuova proposta, Barclays ritiene ancora credibile e già in parte scontata dal mercato l’ipotesi di una fusione tra Banco BPM e MPS. Secondo le stime riportate nel report, il gruppo risultante avrebbe una capitalizzazione non inferiore ai 65 miliardi di euro, con sinergie lorde complessive pari ad almeno 1,1 miliardi.
Gli analisti evidenziano inoltre la coerenza delle stime con le valutazioni di BPM, affermando: “Avevamo ottenuto quasi gli stessi numeri indicati da BPM in tutti i KPI, usando le stesse sinergie di costo e solo sinergie di ricavi leggermente inferiori”.
Sul fronte della reazione del mercato e degli azionisti di MPS, Barclays mantiene un approccio prudente. L’istituto sottolinea come la proposta di Intesa includa un premio e presenti indicatori di accrescimento dell’utile per azione comparabili, mentre l’operazione promossa da Banco BPM si configurerebbe come una fusione paritaria. Tuttavia, secondo gli analisti, gli effetti “non finanziari” restano difficili da prevedere e potrebbero risultare determinanti nell’evoluzione complessiva dello scenario.
Equita promuove il progetto: nasce il possibile secondo polo bancario italiano
Passando invece ad Equita, gli analisti della sim milanesi mostrano complessivamente ottimisti sulla solidità strategica dell’operazione, sottolineando come la combinazione proposta possa generare un nuovo equilibrio competitivo in questo risiko bancario.
Secondo la società, la creazione di un eventuale polo bancario con la fusione paritaria consentirebbe di dar vita al secondo operatore in Italia per quote di mercato, con il vantaggio aggiuntivo di diventare il primo per numero di filiali in regioni chiave come Lombardia, Veneto e Toscana. Un’operazione che, sempre secondo Equita, si caratterizzerebbe per una gamma completa di prodotti finanziari, grazie anche al contributo delle diverse “fabbriche prodotto”, e potrebbe favorire un ulteriore sviluppo di Mediobanca (MB).
Per quanto riguarda Intesa Sanpaolo, gli analisti ritengono che, al netto della complessità dell’operazione, la strategia abbia una logica industriale chiara: rafforzare ulteriormente la leadership domestica non solo attraverso l’espansione del canale bancario tradizionale, ma anche diventando il primo operatore italiano nel credito al consumo e consolidando le attività di corporate & investment banking (CIB) e wealth management (WM) grazie all’integrazione con Mediobanca.
Infine, sul fronte Unipol, Equita evidenzia come l’operazione potrebbe rafforzare ulteriormente il posizionamento competitivo del gruppo insieme a BPER, “con sia Unipol che BPER che si caratterizzano per un ottimo track-record dal punto di vista dell’integrazione e della crescita del business“.
RBC Kepler: MPS asset strategico per la nuova Intesa europea
Infine passiamo agli analisti di RBC Kepler Cheuvreux, che hanno definito l’operazione “strategicamente vantaggiosa”, evidenziando come il modello di business di MPS risulti pienamente coerente con le linee di sviluppo di Intesa.
Secondo gli analisti, una possibile integrazione consentirebbe al gruppo guidato da Intesa di rafforzarsi in comparti considerati strategici, come il wealth management, il corporate investment banking e il credito al consumo.
Un ulteriore elemento di rilievo, sempre secondo RBC Kepler Cheuvreux, è rappresentato dalla partecipazione del 13% detenuta da MPS in Generali, vista come un asset finanziario di qualità in grado di arricchire significativamente il profilo complessivo dell’operazione e di confermare la rilevanza dell’investimento nel comparto azionario.
MPS nel mezzo del risiko bancario: cosa possono fare i possessori di certificati
Il mercato, intanto, resta in attesa delle valutazioni ufficiali del consiglio di amministrazione di Monte dei Paschi di Siena, chiamato a esprimersi su quest’ultimo atto del risiko bancario. Nel frattempo, investitori e possessori di certificati considerino questo aspetto: i certificati potrebbero sì beneficiare nel breve termine dell’aumento delle speculazioni e dei premi di M&A, ma al tempo stesso potrebbero essere esposti a brusche correzioni in caso di cambi di scenario o di ritardi nelle operazioni.
Per questo, la strategia più prudente indicata dagli operatori è quella di monitorare attentamente le condizioni dei singoli certificati (barriere, trigger di autocall e composizione dei basket), evitando riallocazioni affrettate e valutando eventualmente una gestione più difensiva dell’esposizione al settore fino a maggiore chiarezza sulle decisioni del consiglio di amministrazione di MPS e sull’evoluzione di questo risiko bancario.
