Banche europee sotto pressione per il sell-off, ma Barclays resta positiva sul settore

Dalla fine di febbraio, le banche europee hanno registrato un andamento inferiore rispetto al mercato più ampio. A dirlo è Barclays in una ricerca sul tema, ritenendo però che questo sell-off  rifletta tanto la performance intrinseca del settore bancario continentale, quanto le tensioni macroeconomiche globali, in particolar modo l’incertezza geopolitica scaturita dalla guerra in Medio Oriente.

In questo contesto, la banca d’affari britannica ha indicato ora i titoli attualmente considerati più promettenti, ora quelli da privilegiare qualora il conflitto dovesse intensificarsi.

Sell-off nelle banche europee: fattori macroeconomici guidano il mercato secondo Barclays

Da fine febbraio, le banche europee si sono distinte come il settore con le peggiori performance, registrando un calo di circa l’11% rispetto a un ribasso del 7% del mercato più ampio. Secondo la ricerca firmata Barclays, questo sell-off riflette principalmente il posizionamento degli investitori e fattori macroeconomici, più che reali rischi sugli utili.

Gli stessi analisti sottolineano che, sì, i rischi macroeconomici sono aumentati, “ma non vediamo ancora segnali di un deterioramento significativo che possa compromettere le attuali aspettative sugli utili“. Infatti, i dati del quarto trimestre 2025 confermano la resilienza del settore, con un andamento positivo dell’utile per azione (EPS) e un consenso che continua a salire dall’inizio dell’anno.

Dai movimenti di mercato finora osservati“, spiegano gli analisti, “emerge un mix di fattori positivi — come le attese di tassi più elevati da parte della BCE e la maggiore volatilità che sostiene i ricavi da negoziazione — e negativi, quali una pressione sui costi derivante dall’inflazione, un PIL più basso che potrebbe pesare sugli accantonamenti e una curva dei tassi più piatta, sfavorevole al margine di interesse“. Nel complesso, Barclays ritiene al momento improbabile “che l’EPS subisca variazioni significative allo stato attuale delle cose”.

Strategie di crescita e bilanci solidi: il futuro delle banche europee

Sempre nella sua ricerca, Barclays sottolinea a sua volta come i recenti obiettivi pluriennali annunciati dalle banche europee rafforzino una narrativa positiva sul medio termine: ci si attende una crescita dei ricavi a mid-single-digit, continui miglioramenti in termini di efficienza e RoTE strutturalmente elevati, spesso nella fascia degli high teens o oltre.

Fondamentalmente, questi piani non dipendono da ulteriori aumenti dei tassi, ma da self-help, leva operativa e un’allocazione disciplinata del capitale“, evidenziano gli analisti, rilevando come i bilanci delle banche siano oggi tra i più solidi di sempre, con alti coefficienti CET1, bassi livelli di NPL e ampia liquidità che offrono infatti una solida protezione contro l’aumento dell’incertezza macroeconomica.

Nonostante ciò, il settore ha subito un de-rating significativo: le banche europee vengono scambiate attualmente a circa 8,8 volte il prezzo/utili forward, al di sotto della media di lungo periodo di 9,0x, con uno sconto più marcato rispetto al mercato generale (37% contro il 30%).

Guerra in Medio Oriente: i rischi geopolitici per le banche europee

Situazione diversa per quanto riguarda il fronte geopolitico, il cui andamento futuro potrebbe riservare qualche problema per le banche europee.

Sebbene l’esposizione diretta al Medio Oriente resti contenuta (circa l’1% dei prestiti medi), e i recenti movimenti azionari appaiano scollegati dalla generazione di utili sottostante del settore, “se il conflitto dovesse intensificarsi o protrarsi per più trimestri, l’impatto sugli utili potrebbe diventare più rilevante“, dicono gli analisti di Barclays.

A prescindere, però, salvo un’ulteriore escalation del conflitto in Medio Oriente con conseguenti rischi di stagflazione (scenario al momento non considerato probabile), Barclays ritiene che gran parte delle cattive notizie sia già scontata nei prezzi, soprattutto in termini relativi. Al contempo, il potenziale di rialzo permarrà se i timori macroeconomici si stabilizzeranno.

Banche europee, i titoli da privilegiare secondo Barclays:  opportunità per i possessori di certificati

Passando alla parte più pratica, davanti a questo scenario non molto stabile a livello economico e geopolitico, Barclays continua a privilegiare le banche che combinano crescita, credibilità nel self-help e politiche di distribuzione del capitale interessanti, mantenendo però un approccio selettivo, vista la crescente dispersione tra i titoli del settore.

Proprio per questo, la banca britannica continua a indicare come preferite Lloyds, BPER, Santander, SocGen, ABN, Erste e Deutsche Bank.

Tuttavia, qualora il conflitto in Medio Oriente dovesse intensificarsi, alcune istituzioni si rivelerebbero più resilienti grazie a una maggiore focalizzazione sul mercato domestico, un indebitamento netto contenuto e/o franchigie solide: tra queste Lloyds, AIB, KBC, CaixaBank, BPER e DNB, quest’ultima con un’esposizione al settore petrolifero che ne rafforza la capacità di resistenza.

Consigliamo agli investitori e possessori di certificati di seguire il consiglio di Barclays in merito: i certificati legati a queste istituzioni potrebbero infatti beneficiare di una maggiore protezione dagli shock geopolitici e da eventuali turbolenze nei mercati. Bene però ricordare che, come sottolinea la banca, i ribassi registrati dal settore hanno già scontato gran parte delle cattive notizie, il che significa che i certificati con sottostante bancario possono offrire potenziale di recupero se i timori macroeconomici si stabilizzano.

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